foto_eco_15_settimane

Le cause del ritardo di crescita intrauterina

Il ritardo di crescita intrauterina (IUGR) è una condizione clinica che può verificarsi in gravidanza quando l’andamento della crescita dei diametri fetali non rientra nei parametri normali, stabiliti dalla curve di accrescimento, secondo l’epoca gestazionale.

Sappiamo che la crescita di ciascun individuo è stabilita da un potenziale genetico e da fattori ambientali che possono o meno determinarne un corretto sviluppo. Il ritardo di crescita intrauterino desta preoccupazioni non quando il feto è sempre stato più piccolo della norma ma cresce regolarmente, bensì quando la sua crescita che seguiva un determinato target (percentile) improvvisamente si rallenta o si arresta. Questo dato permette di fare diagnosi di IUGR.

La diagnosi di ritardo di crescita intrauterina si effettua tramite ecografia. L’eco-doppler servirà a stabilire se c’è un mancato funzionamento della perfusione placentare. Difatti tra le cause è possibile riscontrare una anomalia placentare, sia della perfusione, come nel caso dell’ipertensione o degli infarti placentari, sia di inserzione del funicolo. Queste condizioni infatti determinano uno scarso apporto di nutrienti al feto e quindi un arresto o un ritardo della sua normale crescita.

Altre cause possono essere malformazioni fetali, insorgenza di infezioni, gravidanza multipla. Nelle ipotesi meno gravi si tratta invece solamente di una malnutrizione materna, per la quale basterà ripristinare un sano regime alimentare o nei casi più severi di anoressia nervosa o iperemesi, la nutrizione parenterale.

I feti con ritardo di crescita intrauterina vanno maggiormente incontro a morte in utero e sofferenza fetale, pertanto è necessaria una stretta sorveglianza di queste gravidanze e il ricovero. Per le modalità di parto da scegliere quindi, il parto naturale si preferirà solo nel caso di posizione fetale favorevole alla nascita e collo uterino dilatato, altrimenti si procederà direttamente al cesareo.

Il primo fattore di rischio è il tabagismo, e l’uso di sostanze tossiche stupefacenti. Al secondo posto uno scarso aumento ponderale e un precedente feto affetto da IUGR. Tuttavia anche una bassa statura e l’età materna superiore a 35 anni sembrano poter incidere.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>