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I terribili due: cosa sono e come sopravvivere

Se addirittura è stata coniata un’espressione ad hoc, ‘i terribili due’, ci sarà un motivo. Ebbene sì, care mamme all’ascolto, anzi, alla lettura: per (quasi) tutte arriva il giorno in cui stenterete a riconoscere il meraviglioso pargoletto che fino al giorno prima eravate riuscite a gestire in maniera relativamente semplice. Adesso, invece, vi ritrovate di fronte una simpatica canaglia che a malapena arriva a toccare il tavolino ma che d’improvviso riesce a mandarvi su tutte le furie più di una permanente uscita mezza floscia. Urla, addirittura crisi isteriche, capricci a go go e soprattutto quella parolina ripetuta a non finire, “No, no, no, no,…”: benvenute nel club delle mamme dei bimbi che hanno compiuto due anni.

Personalmente non ricordo il momento preciso in cui il mio angioletto è diventato un birbante con tanto di pedigree. So perfettamente che è successo qualche tempo dopo aver spento le sue due candeline e che iniziamo a venirne fuori (sempre incrociando le dita) all’incirca un anno dopo. Di certo c’è che all’improvviso ha deciso di andare contro tutti e tutto, di volere tutto, soprattutto cose non sue, e di cercare di ottenere qualsiasi cosa con urla, strepiti e capricci esagerati.

Eccezion fatta per il nonno, ha iniziato a distribuire a tutti grida e smorfie antipatiche, tanto che per più di qualcuno è diventato all’improvviso “un bambino cattivo”. Non potevano commettere un errore più madornale perché, ricordiamoci, che i bimbi restituiscono sempre ciò che ricevono, in dosi esponenzialmente maggiori.

Sarebbe bastato capire che, fortunatamente, si tratta di una fase che di solito non dura più di un anno. Una fase anche molto importante perchè, come spiegano gli psicologi, ‘i terribili due anni’ sono il periodo cruciale in cui il nostro bambino prende la percezione di essere altro dalla mamma, di essere una personcina con una propria personalità e una propria indipendenza. Quindi, keep calm e siate intelligenti.

Innanzitutto non pensiate di essere stati fino a questo momento cattivi genitori: questo periodo ‘isterico’ del bimbo è nor-ma-lis-si-mo. Peggio è per chi non lo capisce. Siamo di fronte al loro primo e naturale desiderio di indipendenza in cui vogliono ‘fare da soli’ e, visto che non sempre ci riescono, si arrabbiano più facilmente del solito. Inoltre essendo piccolini spesso nemmeno loro sanno ciò che vogliono davvero, e questo li innervosisce.

Infine, non sapendo ancora parlare benissimo a volte non riescono a farsi capire al meglio e, quindi, …apriti cielo con urla e pianti! Teniamo sempre bene in mente una verità sacrosanta: se questa fase è pesante per noi mamme e papà, figuriamoci per loro piccolini!

Cosa fare allora per sopravvivere? Mettere in pratica alcune, facilissime ‘dritte’. Innanzitutto ricordarsi sempre che di fronte abbiamo un bimbetto di appena due anni che deve fare il bambino e, quindi, non aspettiamoci molta collaborazione da parte loro. Non prendiamo i loro capricci sul piano personale, non stanno facendo un dispetto a noi che, per loro, continuiamo sempre a essere il punto di riferimento essenziale. Ai loro capriccetti diamo un’alternativa, per esempio per merenda non impuntiamoci solo su pane e marmellata ma chiediamo a nostro figlio se vogliono quello oppure i biscottini. Ovviamente le alternative non sono ammesse per comportamenti ‘salvavita’, tipo cinture di sicurezza in auto, giocare con forbici e coltelli, non arrampicarsi alla finestra.

Ma soprattutto non facciamo noi quello che non vogliamo che facciano loro: evitiamo scenate di follia, non alziamo in maniera esagerata la voce, non sculacciamoli, le botte sono una soluzione soltanto momentanea a un disagio che, comunque, può durare anche parecchi mesi. Siamo abbastanza intelligenti per capire l’inutilità di fare muro contro muro con un nanerottolo di due anni?

Quando fa i capriccetti, cerchiamo di fargli capire che hanno un impatto sulle persone: non diciamogli “Sei cattivo”, piuttosto “Hai sbagliato ma ti voglio bene e voglio capirti per aiutarti”. La dolcezza, la comprensione e la pazienza ferma ci aiuteranno a uscire indenni dalla prova. E chissà che tra qualche anno, quando il nostro non sarà più un bimbo, ripenseremo ai ‘terribili twos’ anche con un pochino di nostalgia.

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