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Diario della gravidanza: la ventottesima settimana

Sto cambiando velocemente forma e dimensione e lo capisco soprattutto da quello che mi dicono le persone che incontro. C’è chi afferma che ho poca pancia e chi mi apostrofa con un bel “Ma come sei grossa!?” (frase che, notoriamente, fa piacere a tutte le donne incinte). Dunque, anche se non capisco bene se le mie rotondità sono molto o poco evidenti, non è difficile intuire che è in atto in me una metamorfosi decisamente evidente.

In effetti proprio in questi ultimi giorni, in questa ventottesima settimana di gravidanza, ho notato un appesantimento importante, non tanto a livello di chili (preferisco pesarmi solo alle visite dalla ginecologa, così mi dice lei se le cose vanno bene oppure no), quanto a livello di movimenti e rezioni fisiche mie. Forse il concetto giusto è che sto cominciando a rallentare. Inizio a notare per la prima volta qualche cambiamento anche nel mio equilibrio, dovuto al fatto che in gravidanza il corpo della donna modifica il suo baricentro mese dopo mese, specialmente nel terzo trimestre.

Il bambino in questa fase ha dei ritmi piuttosto regolari di attività, sonno e movimento. Si agita e scalcia soprattutto durante o immediatamente dopo i miei pasti, mentre in mattinata e nel pomeriggio ha lunghi momenti di quiete. Immagino che dorma, ma chissà come passa tutta la giornata il fagiolino che mi porto in pancia?
Cerco spesso di figurarmelo: com’è in questo momento, come sarà alla nascita. Guardo gli scatti di quando è nata Giovanna, la mia prima bambina, anche per vedere com’è cambiata nell’arco di un anno e mezzo, se avrei potuto prevedere come sarebbe cresciuta, come sarebbero stati il suo sorriso e la sua risata. Per questo secondo bambino, almeno finché non lo potrà vedere in volto, mi devo basare sulle cose che leggo e cioè su quali sono i “numeri” della sua crescita: a quest’epoca della gravidanza dovrebbe pesare intorno al chilo/chilo e cento ed essere lungo in totale 35 centrimetri.

Alcuni esperti credono che sia dalla ventottesima settimana che il bambino comincia a sognare dormendo. Mi sembra una cosa affascinante: pensare a quest’esserino che ancora fatica per sviluppare i suoi organi e i suoi apparati e che comunque comincia a vagare nei suoi sogni intrauterini!

I piccoli preparativi in vista dell’arrivo del bebè vanno avanti: continuano ad arrivare vestitini da parte di amiche e conoscenti: gli effetti del passaparola sono imprevedibili e le coppie e famiglie con figli hanno un estremo bisogno di svuotare qualche cassetto per fare spazio ai vestiti più grandi!
Stiamo modificando la zona che in bagno è dedicata al fasciatoio, mentre nei giorni scorsi avevo cominciato a preparare una “nanna” per il piccolino (qui PassioneMamma.it spiega cos’è e a cosa serve), ma la mia primogenita l’ha trovata e se n’è appropriata, dandole tra l’altro un nome ridicolo: se ne va in giro per casa chiamando questo pupazzo rosa con l’appellativo di “Beppe”… Ci sentiamo tra una settimana esatta!

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