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Come far dormire il proprio bambino?

Sul sonno del bambino, sul tempo e sul modo in cui si cerca di far addormentare i piccoli si sente parlare ogni giorno e se ne vuole parlare approfonditamente, proprio perché spesso costituisce per mamme e papà un discorso centrale da cui dipenderanno molte delle proprie attività quotidiane. Quando fare addormentare il neonato? In che posizione? Converrà dormire nello stesso tempo in cui il piccolo sta riposando?

Innanzitutto, il neonato non ha assolutamente un ritmo di veglia e sonno regolare come quello degli adulti. Essendo questo ciclo una funzione biologica, come tutte le altre attività che il neonato dovrà inizialmente gestire ed apprendere, anche il sonno corrisponderà ad una funzione che farà propria col tempo e che, comunque, ha durata maggiore rispetto a quello adulto.

Infatti, nei primi mesi di vita, il neonato avrà necessità di dormire dalle 10 alle 18 ore di sonno irregolare da distribuire nelle 24 ore giornaliere, mentre man mano che il bambino crescerà, questi tempi indirizzati al sonno si ridurranno fino ai 5 anni di età in cui saranno necessarie solo 13 ore quotidiane circa. Da ciò si evince che gradualmente il neonato apprenderà e organizzerà il ciclo veglia-sonno fino ad un modello più maturo, ma per arrivare a questo punto la strada non è sempre in discesa per i genitori.

Spesso i bambini temono di dormire e restare da soli. Allora si potrebbe far ricorso al cosleeping. Di cosa si tratta? Semplicemente, consiste nel sonno condiviso: dormire contemporaneamente e, soprattutto, nello stesso letto. In questo modo, mamme e papà potranno riposare senza problemi e dedicarsi alle proprie attività quando il bimbo è sveglio. Talvolta, questo cosleeping viene valutato negativamente dai genitori, come elemento a sfavore per la crescita del bambino.

In realtà gli studi effettuati da Margot Sunderland, direttrice del Center for Child Mental Health di Londra, attestano che non c’è alcun danno per il neonato, anzi garantisce allo stesso un temperamento equilibrato e una vita adulta più sana e calma. E’ opportuno in tutti i casi cercare di dare autonomia progressivamente nel sonno dai sette anni circa, cercando di non far mai mancare la sicurezza ai bambini. Non è necessario, in parole povere, un cambiamento repentino nelle abitudini del bambino proprio perché tutto può essere ottenuto con gradualità e pazienza.

E nei primi mesi di vita, in che posizione far dormire il piccolo? E’ risaputo che per evitare il rischio della SIDS (Sindrome della morte in culla) si consiglia di far dormire il bambino con la pancia sopra, farlo digerire assolutamente prima di metterlo nella culla ed evitare di coprire il neonato per non impedirgli i movimenti che corrispondono al principale meccanismo di difesa che egli possiede in possibili difficoltà, siano esse respiratorie o correlate ad eventuali rigurgiti.

Un altro accorgimento importante è quello di tenere il bambino sempre con i piedi in prossimità della parte inferiore della culla o del letto (utilizzando anche i riduttori) e, specialmente, rimuovere qualsiasi oggetto (peluche, giocattoli) dal posto in cui dorme. Il cuscino, inoltre, deve essere assolutamente abolito, proprio perché non contribuisce positivamente alla crescita ossea.

Insomma, come per tutte le situazioni, non esiste formula felice per tutti. Ogni genitore dovrà e saprà trovare il modo più opportuno per fare del sonno un momento di rilassatezza e tranquillità per sé e per il proprio figlio, non dimenticando mai le regole di base per le posizioni salvavita per i bambini.

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