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I capricci del bambino, perchè la sculacciata non è la soluzione

Spesso sentiamo questa espressione: “Di sculacciate non è morto mai nessuno”, di solito pronunciata soprattutto dalle mamme di altre generazioni, le nostre mamme oppure le nostre nonne. Ma anche oggi, nonostante i tempi siano cambiati e pedagogia e psicologia infantile abbiano fatto parecchi passi in avanti, di tanto in tanto la sculacciata può sfuggirci dalla mano, soprattutto quando la nostra birba proprio non vuole saperne di darsi una calmata. D’altronde, che sarà mai una sculacciata di tanto in tanto…E invece no, addirittura può essere un trauma, un atto diseducativo e affatto risolutivo.

Addirittura contro la sculacciata si sono espressi i pediatri americani dell’American Academy of Pediatrics secondo i quali è un rimedio soltanto istantaneo, che riesce a bloccare il bambino che ha paura di prenderne un’altra ma che a lungo termine non lo aiuta a capire quali siano i comportamenti giusti da assumere. Addirittura secondo altri esperti le sculacciate insegnerebbe al bambino la viltà, l’ipocrisia e la provocazione.

Molto importante per l’argomento è lo studio compiuto nel 2008 dalla ricercatrice Elizabeth T. Gershoff sugli effetti delle punizioni fisiche sui bambini americani. L’analisi approfondita ha concluso che intervenire con questo tipo di punizione spingerebbe i bambini a essere più disobbedienti e aggressivi nel lungo periodo visto che, lì per lì, i piccoli nemmeno capiscono fino in fondo il senso e il motivo della sculacciata. Quindi prenderle aumenterebbe il senso di frustrazione del bimbo che addirittura svilupperebbe un senso di rivalsa sui più deboli, verso i bimbi più piccolini.

Ma anche altre sarebbero le ragioni che dovrebbero mettere definitivamente al bando le ‘botte’ (anche quelle più leggere): minacciano l’autostima del bambino che inizia a sentirsi inadeguato rispetto a quanto mamma e papà vorrebbero da lui; addirittura metterebbero a rischio le capacità scolastiche provocando una sorta di ‘blocco’. Ricercatori canadesi sono convinti che i bambini che oggi ricevono sculacciate, diventeranno adulti ansiosi e poco sicuri di sé.

Di fronte ai capricci dei nostri figli, dunque, dobbiamo pensare a tutto ciò che di negativo si nasconde in una sculacciata e cercare alternative che servano davvero allo scopo ma senza destabilizzare il bambino. L’arma vincente è la comunicazione, far capire a tuo figlio in cosa e perché ha sbagliato, ma ovviamente questo dipende molto dall’età del bimbo. A ogni modo ok al rimprovero, fatto nei modi giusti a seconda dell’età del nostro baby interlocutore, ma con un tono fermo, deciso ma sempre molto comprensivo: lui deve sentirsi amato anche quando lo stiamo sgridando.

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