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Baby sitter: come scegliere quella giusta

E’ arrivato il giorno di rientrare a lavoro, abbiamo una faccenda urgente e delicata da sbrigare, molto più semplicemente abbiamo bisogno di un paio d’ore tutte per noi o per il nostro partner. Insomma: dobbiamo trovare qualcuno di molto fidato a cui lasciare il nostro pargolo. Scartate l’opzione nonni (potrebbero non essere sempre a portata di mano) e asilo nido (magari pensiamo sia troppo presto o), resta la baby sitter: come trovare la nostra personalissima Mary Poppins?

Soprattutto se si tratta della nostra ‘prima volta’, quasi certamente ci affideremo a sorelle, cugine e amiche varie che hanno già avuto bisogno di una baby sitter e per questo sono entrate ‘nel giro’. Una breve consultazione, uno scambio di numeri telefonici e alla fine riusciremo a fissare un appuntamento con la prima, potenziale tata di nostro figlio.

Ma come riusciremo a capire se è davvero lei quella che stiamo cercando?

Sicuramente può valere la massima generale che è fondamentale la prima sensazione che scatta ‘a pelle’ non appena la vedi sull’uscio di casa, ma visto che stiamo parlando dei nostri figli sarà altrettanto essenziale non accontentarsi dell’impressione d’impatto ma verificare che ci sia anche dell’altro.

Certamente non dev’essere anche lei alla primissima esperienza come baby sitter, e di questo ce ne rendiamo facilmente conto dalle domande che ci porrà, tipo quali sono i giochi preferiti del bambino, cosa mangia, se ha abitudini particolari per addormentarsi e altri dettagli del genere. Sono particolari che aiutano a capire se abbiamo davanti una persona qualificata, con un certo curriculum da tata, oppure se è una studentessa che deve soltanto arrotondare lo stipendio.

Un altro segnale importante è il suo atteggiamento verso il bambino: se lo prende subito in braccio con una certa famigliarità, oppure, nel caso abbia già qualche anno, se instaura con lui un rapporto immediato, le parole che utilizza, i gesti. Ovviamente cerchiamo una persona dolce visto che prenderà il nostro posto quando non ci siamo, ma dovrà comunque essere ferma e far rispettare al bambino le regole che ha già ricevuto dai noi genitori.

Un altro elemento che giocherà a suo favore sarà la flessibilità: quello della tata non è un lavoro da 8 ore canoniche, potrà esserci una festicciola fuori programma, più compiti del solito da fare, un impegno di lavoro improvviso che tiene la mamma fuori più del normale. Ovviamente, più la baby sitter resta a casa, più sarà pagata.

Una volta trovata la nostra Mary Poppins, non siamo gelose se nostro figlio non potrà più farne a meno: sarà lo stesso anche per noi!

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