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Assegno di maternità: novità per le mamme con partita Iva

Venerdì mattina arriverà al consiglio dei Ministri, come promesso dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, una gradevole novità per le madri che lavorano in proprio. Si tratta con precisione di un assegno per 5 mesi alle lavoratrici/madri iscritte alla gestione separata dell’ Inps con partite Iva.

Le donne che posseggono la partita Iva sono considerate lavoratrici autonome pertanto, se decideranno di prendersi una pausa per stare con il proprio neonato, avranno diritto ad un assegno finanziato sia dallo Stato che dai contributi dei lavoratori e dalle aziende. Chi lavora in proprio, se decide di fermarsi per accudire il bebè, potrebbe subire un danno per la propria attività: ecco quindi un sostegno per 5 mesi.

Le novità non finiscono qui, infatti questo assegno per le madri, che fa parte delle misure riguardanti la conciliazione famiglia-lavoro interne al Jobs Act, vede altre agevolazioni. Sia le madri con lavoro dipendente che quelle autonome, nell’eventualità di ricovero in ospedale dei figli, non vedranno conteggiato in busta paga il congedo di maternità, né obbligatorio né facoltativo.

Infine, in caso di neonati prematuri, sarà possibile recuperare i giorni di congedo per le madri che lavorano anche oltre il terzo mese di vita del bambino (nell’attuale normativa queste ore di lavoro vengono purtroppo perse). Insomma le novità quest’anno per le mamme sono positive a partire dal bonus bebè per i nuovi nati del 2015, fino a giungere all’assegno di maternità per le donne che lavorano in autonomo.

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