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Aromaterapia in gravidanza: come sfruttarla

Gli oli e gli aromi hanno storicamente avuto un ruolo chiave per l’uomo: dall’ ausilio per l’ impollinazione al largo uso culinario che si fa di essi, dall’ utilizzo estetico a quello prettamente funzionale a molti processi della natura. Molto spesso sono stati impiegati in una precisa arte, definita proprio aromaterapia.

Ma di cosa si tratta? Essa consiste in un’ arte molto particolare in cui vengono usati specifici oli essenziali per il benessere fisico, spirituale e della salute della persona. Proprio durante la gravidanza, parto e puerperio si fa, in moltissimi casi, largo utilizzo di questa arte.

Sono le ostetriche a fare uso degli oli essenziali, ad esempio, durante il travaglio per lenire i dolori e indurre perlomeno una notevole sensazione di sollievo. Naturalmente, come ogni pratica effettuata durante la gravidanza è bene seguire delle linee guida di riferimento per poter seguire correttamente l’ arte dell’ aromaterapia, senza alcun tipo di conseguenze.

Generalmente si consiglia di far ricorso ad oli essenziali in seguito alla 15 settimana (quindi evitarli nel primo trimestre di gravidanza), evitandoli nelle gravidanze a rischio. In tutti i casi, come in ogni situazione, è sempre opportuno far riferimento a qualche aroma-terapeuta o ad ostetriche esperte in tale ambito prima di utilizzare questa tecnica.

Inoltre, considerare l’ eventualità che determinate sostanze presenti negli oli possono, con non poche probabilità, indurre a reazioni allergiche, nonostante qualsiasi olio può essere diluito prima del suo utilizzo, specialmente se dovesse farsene uso con i neonati. Per questo motivo si consigliano anche dei test allergici prima che ci sia il contatto con determinati aromi.

Esistono vari tipi di oli da usare durante la gravidanza: i piccoli flaconcini di alcuni aromi da annusare per ridurre la nausea, gli oli per prevenire le smagliature e per il seno, piccole lavande da aggiungere nella vasca da bagno per rafforzare l’ utero.

Durante il parto possono essere usati gli oli per il perineo e la zona inguinale, per i massaggi (che costituiscono un ottima riduzione del dolore in travaglio) a livello dell’ osso sacro e altri per il rilassamento. Nel puerperio ne esistono altri d’ ausilio all’ involuzione del corpo uterino, oli per il seno e per l’ addome.

Naturalmente, le teorie e i pensieri sono numerosissimi ma una cosa è certa: moltissime delle sostanze utilizzate possono innescare reazioni allergiche, problemi respiratori o anche disturbi visivi se vi è contatto con gli occhi. Il consiglio da parte di studiosi è quello di non eccedere mai con determinati aromi o oli, e soprattutto farne uso solo in seguito a confronto con ostetriche ed esperti nel campo.

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