Svezzamento come distacco dalla mamma: altri significati per un “semplice” cambio d’abitudine

Lo svezzamento è uno dei tanti momenti della sua infanzia in cui il nostro bambino inizia a crescere davvero! Impara a mangiare altre cose oltre al latte materno e quindi si distacca dal seno e dalla mamma anche fisicamente.

Impara pian piano come si sta a tavola e quindi come il cibo sia anche una maniera per stare con gli altri, con fratelli e mamma e papà a tavola: il valore sociale del cibo e del mangiare; impara a sentire e apprezzare altri gusti oltre a quelli liquidi del latte e del miele sciolto nel latte o dello zucchero dei biscotti che si scioglievano prima nel latte e inizia quindi la sua conoscenza di gusti, sapori, e tutto ciò che c’è nel mondo del cibo, quindi anche i valori e l’importanza del cibo per la vita, una vera e propria educazione alimentare e sociale rispetto alla nutrizione.

Fin da piccoli si possono insegnare buone abitudini sul mangiare ai nostri bambini, e anche le verdure possono diventare una bella scoperta ed essere amate come ci raccontava giorni fa Antonella parlandoci di una ricerca francese e inglese sul tema verdure e bambini.

E’importante per affrontare tutte queste novità procedere per gradi con i nostri figli. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità non ci sono regole precise su quando deve iniziare lo svezzamento, si consiglia dai 6 mesi in su, ma ci sono bambini che sono pronti prima ed altri che sono pronti dopo. Non bisogna forzarli, i primi assaggi di cose più solide possono iniziare in mesi diversi, con differenza da bambino a bambino.

Inoltre anche la mamma deve abituarsi al fatto che il suo bambino sta crescendo, e non sarà per sempre attaccato al suo seno: il trauma del distacco c’è sia per il bebè che per noi mamme.

Bisogna abituare il bambino alla diversa maniera e anche posizione che deve prendere per mangiare. Gradualmente farlo alzare: dalla posizione coricata che aveva prima, posizionato al lato del seno materno, quasi steso; passare piano piano a posizioni sempre più con la schiena diritta in base anche al cibo che gli si dà, fino ad abituarlo a stare seduto. Lo svezzamento anche per quanto riguarda le abitudini pratiche, dura mesi.

Non imboccarlo, anche se gli diamo le pappine, in posizione semi-steso: perché così mangia sicuramente, e noi siamo più tranquille, perché gli introduciamo direttamente il cibo in bocca. Se facciamo così il bambino non imparerà mai a usare tutti i muscoli della sua bocca, a deglutire naturalmente e in seguito anche a masticare bene. Oltre che a sedersi da solo a tavola.

Butterà tutto giù senza masticare anche quando sarà grande, come fanno tanti bambini obesi con le loro merendine preferite che a volte non masticano neanche, tanto sono morbide e scendono lo stesso.

Per questo imparare a mangiare seduti a tavola, con le posate, insieme agli altri fa parte anche di una sana educazione all’alimentazione. Il cibo come nutrimento, come buona abitudine per stare bene, stare insieme, essere in forza per fare tutte le cose che la giornata ci offre (giocare, uscire al sole, parlare…), mangiando bene e in modo corretto, in tutti i sensi.

L’autore: Elisabetta Citro

Ho iniziato a lavorare per le mamme nel 2007, per un programma televisivo e per vari portali, e le donne mamme italiane mi hanno adottato, anche se non sono ancora una mamma come loro, si sono sentite sempre capite e ascoltate da me (così mi dicevano quando facevo la redattrice tv) e questo mi ha riempito d’orgoglio, oltre che farmi imparare tante cose sulle donne in generale. Scrivere di mamme è una cosa che mi ha messo in contatto con il lato più delicato, ma anche forte della femmine mamme italiane.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *