foto_parto

Sostegno emotivo durante il parto: aumento sicurezza, riduzione rischi

Non sembra vero quando, dopo circa 40 settimane di gestazione, ci si ritrova in una clinica, o in qualsiasi altro posto, ad affrontare ciò che di più potente possa conoscere la donna: la forza del parto. Suoni, rumori, parole, incitazioni dall’ esterno, mani sul proprio corpo. Tutto così intenso, ma confuso. Di cosa hanno davvero bisogno tutte le donne in un momento così delicato?

Il segreto per un parto che possa dare serenità alla donna? Sicuramente si tratta del sostegno emotivo da parte di ostetriche in primo luogo, e da parte di tutti i professionisti che dovessero eventualmente intervenire nel corso del travaglio.

Per definizione, il sostegno è una relazione bidirezionale e dovrebbe indurre uno scambio emotivo tra le due parti coinvolte in quella medesima relazione. In altri casi, il sostegno è monodirezionale: un individuo riceve e l’altro offre.

Dare sostegno significa concedere consigli ed informazioni, garantire un’ assistenza concreta e, soprattutto, donare un appoggio emotivo con ascolto delle necessità, “analisi” dello stato d’ animo dell’ altra persona, presenza costante, rassicurazioni e aiuto generalizzato a qualsiasi situazione.

E’ questo quello di cui ha bisogno una donna da un’ ostetrica durante il parto: ascolto, conferme, incoraggiamenti e sicurezza. Durante il travaglio necessita di qualcuno che si pieghi con lei durante le contrazioni, che le dica che andrà tutto bene. Tutto ciò ha un utilissimo riscontro positivo non solo dal punto di vista sociale, ma anche gli esiti si riscontrano nell’ ottimo risultato del parto.

Tanti studi descrittivi hanno, infatti, riportato che le donne in travaglio valutano positivamente la continua presenza di qualcuno che si affianchi loro in ogni momento precedente e contemporaneo al parto. Le persone prese in considerazione e valutate positivamente da questi studi sono sia ostetriche e membri dell’ equipe e, ovviamente, anche persone di fiducia scelte dalle future madri (partner, sorelle, amici, mamme).

Inoltre, il supporto continuo non solo aiuta le donne psicologicamente, ma riduce notevolmente il ricorso all’ eccessiva medicalizzazione di questo fenomeno che dovrebbe svolgersi del tutto naturalmente. Da qui si evince un ridotto ricorso all’ epidurale (che presenta non poche controindicazioni) e a qualsiasi altro caso di analgesia durante il parto, un ridotta frequenza di parti operativi, tagli cesarei e, soprattutto, un’ inferiore tasso di donne non soddisfatte dai trattamenti ricevuti. Tutto questo avviene perché una donna che vive un ambiente di sicurezza e tranquillità, sarà più disposta a collaborare con chi di dovere.

In conclusione, per il proprio travaglio e parto non si può che sperare di avere la giusta assistenza e il corretto sostegno da chi deciderà di occuparsi delle future mamme e, talvolta, richiedere direttamente vicinanza e sostegno a qualcuno sarà la prima mossa giusta per l’ ottima conclusione dell’ esperienza più bella per una donna.

<
>

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>