foto_gatto

Russia: neonato abbandonato viene salvato da una gatta

E’ successo pochi giorni fa in Russia, nella cittadina di Obninsk, in Kalunga. Un neonato di due mesi è stato abbandonato in una scatola davanti al portone di un palazzo. Non ce l’avrebbe fatta a passare la notte, nel gelo della Russia, ma il destino ha deciso di dargli un’altra possibilità.

Una gatta randagia, che solitamente si aggira per il palazzo, quella sera ha sentito i suoi vagiti, e d’istinto è saltata nella scatola, si è raggomitolata sopra il neonato per scaldarlo, proteggendolo così dal freddo e lo ha miracolosamente salvato dall’assideramento, mentre la temperatura scendeva sotto lo zero.

A trovarli è stata poi un’anziana signora del palazzo, Nadezhda Makhovikova , che attirata da questi rumori insoliti si è avvicinata alla scatola. “Sembravano dei miagolii, invece era il pianto flebile del neonato”: ha raccontato la donna a Ren TV. La signora ha subito chiamato i soccorsi, e quando il bambino è stato preso dal personale paramedico, “la gatta- come racconta un’infermiera- lo ha seguito fino all’ambulanza…sembrava così preoccupata per la destinazione del bimbo”
.
Il neonato è stato visitato e i pediatri hanno dichiarato che si trova in buone condizioni di salute. La polizia intanto ha aperto un inchiesta e indaga per risalire ai genitori. Il bambino non presenta segni di maltrattamento, né denutrizione. Era stato lasciato sull’uscio di un palazzo, con una tutina azzurra di ciniglia e un cappellino di lana, un biberon pieno di latte e due pannolini. Un gesto folle e disperato quindi, ma che probabilmente era accompagnato dalla speranza che qualcuno lo avrebbe trovato e si sarebbe preso cura di lui.

Una speranza ingenua, perché il neonato sarebbe certamente morto assiderato se non fosse stata per la protezione di Marsha, la gatta che ormai nel palazzo è diventata un eroina. Una storia tragica ma che racchiude nella sua morale una dolcezza infinita. La generosità e l’umanità di un animale che ha riempito il vuoto dell’indifferenza e della disumanità dell’essere umano, riscrivendo un finale diverso per questa ennesima triste storia.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>