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Quando il feto è più grande della norma: cause e complicanze della macrosomia

Il termine Macrosomia fetale si riferisce alla stima ecografica delle dimensioni del feto (lunghezza, peso approssimativo e soprattutto diametro della testa). Queste dimensioni vengono poi rapportate alle curve di accrescimento. Laddove superino il 95 percentile, vale a dire si discostano di parecchio dalla norma, tanto da appartenere solo al 5% della popolazione, ecco che si parla di Macrosomia fetale.

Le curve di accrescimento si valutano logicamente in base all’epoca gestazionale, pertanto può essere grande anche un feto di 3kg se l’epoca gestazionale è bassa. A termine di gravidanza si definisce macrosomico un feto quando il suo peso supera i 4 kg, e i rischi di complicanze sono molto alti oltre i 4.400 gr.

La macrosomia fetale può avere diverse cause. La prima fra tutte è il diabete gestazionale. Difatti gli zuccheri accumulati nel sangue materno passano inevitabilmente al feto, inducendone una crescita superiore alla norma. In assenza di diabete invece un feto può essere macrosomico per fattori ereditari, se ad esempio i genitori sono di corporatura alta e robusta, nelle donne obese, nelle gravidanze protratte oltre il termine, nelle gravide oltre i 35 anni.

Altri fattori di rischio per la donna di partorire un feto macrosomico sono un eccessivo aumento di peso in gravidanza, per cui si raccomanda una corretta alimentazione, e una precedente gravidanza con macrosomia. La macrosomia fetale è associata a complicanze durante il parto. Per questo motivo in questi casi esiste l’indicazione al taglio cesareo.

Infatti in caso di macrosomia fetale c’è quasi sempre una sproporzione feto pelvica, vale a dire che il feto non riuscirebbe a passare nel canale del parto per vie naturali. Fanno eccezione i casi in cui la madre abbia una pelvi sufficientemente grande. Le dimensioni del bacino materno si valutano con un esame visivo detto pelvimetria esterna che valuta la distanze tra le ossa del bacino e la pelvimetria interna di valutazione ecografica.

Dato che i risultati di queste valutazioni sono molto approssimativi, in caso di macrosomia fetale si preferisce quasi sempre non rischiare un taglio cesareo d’urgenza e procedere direttamente al taglio cesareo programmato. I rischi associati al parto naturale infatti sono legati soprattutto alla distocia di spalla, ipossia fetale, frattura della clavicola, lacerazioni materne, rottura d’utero per sovraddistenzione o atonia ed emorraggia post-parto.

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