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Quando i bambini rubano: come comportarsi?

Nei primissimi anni della sua vita il bambino afferra qualsiasi oggetto capiti sotto il suo naso impossessandosene totalmente, senza ovviamente capire che non si può avere ogni cosa. Non si tratta di furti, in quanto bisogna ricordare che l’idea del “mio” si sviluppa molto prima del”tuo” e che prima dei 6 anni in genere il bambino non conosce limiti.

Si litiga fra bambini per contendersi un giocattolo e a volte prenderlo di nascosto, in un momento di distrazione dell’altro, è l’unica soluzione. Oppure ciò che è vietato, come il mangiare una torta, tenta la golosità dei più piccoli ed ecco che le mani diventano protagoniste di furti innocenti, pronte ad afferrare un pezzettino del gustoso dolce. Ancora è comune che le madri trovino nelle tasche dei grembiulini dei propri figli giocattolini della scuola o di compagni ignari di aver subito un furto.

Nella maggior parte dei casi non si ruba per bisogno e durante la scuola primaria, se è compiuta questa azione, viene fatta volontariamente, in quanto i giovani scolari, sono consapevoli del fare qualcosa di non giusto e magari rubano per avere attenzione e quindi colmare delle mancanze affettive dovute ad eventi come la nascita di un fratellino o litigi in famiglia, innescando così un atto di “auto-risarcimento” da parte del bambino.

Il furto però può anche essere senza ragione perché magari quella penna, figurina, macchinina o lecca-lecca si possiede già e l’azione viene fatta semplicemente per il gusto di fare o avere. Ancora si può rubare perché il bambino non si sente accettato in un gruppo e si vuol perciò punire i compagni di scuola facendo loro un dispetto. Questo ultimo aspetto spiegherebbe il motivo per cui bimbi che rubano di nascosto soldi ai genitori poi spenderebbero il denaro per “comprarsi” le amicizie.

Inoltre, c’è il classico furto fatto alla madre, dove una catenina, un bracciale o un anello diventa oggetto prezioso da sottrarre, per essere poi regalati all’amichetta preferita. Il bambino capisce quindi il valore dell’oggetto perché lo vede importante per la genitrice che lo custodisce con cura. Vi è il furto per dimostrare di essere grandi, compiuto perché il bambino vuol dimostrare di essere ormai forte come un adulto. Anche questo avviene perché il monello vuol essere inserito in un contesto dove magari non è accettato e il rubare gli fa acquisire una emancipazione e guadagnare leadership fra gli amici.

Per ultimo vi è il furto del bambino aggressivo che potrebbe trasformasi in un vero atto di bullismo nei confronti dei compagni, per questo caso è meglio che maestri e genitori decidano insieme quale percorso educativo intraprendere.

Il ruolo della famiglia in generale, ad eccezione di questo ultimo caso, non deve essere meramente punitivo ma preventivo e soprattutto educativo perché anche questa tappa fa parte dello sviluppo e della crescita dell’infante e perciò non bisogna spaventarsi e credere di aver generato il nuovo “Arsenio Lupin“. Quindi meglio evitare affermazioni tipo: “Tu sei un ladro“, perché potrebbero innescare meccanismi di sfida poco produttivi.

Ovviamente ci sono tante e varie circostanze: se il gioco rubato appartiene ad un compagno è bene far capire che va restituito. Se il gesto è reiterato, ossia i furti riguardano anche oggetti facilmente ottenibili chiedendo il permesso, probabilmente inconsciamente il piccolo vuole essere scoperto. Fondamentale è non accettare mai le bugie che il bambino racconta per difendersi con i genitori perché significherebbe accettare il furto.

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