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Mamma iperprotettiva condannata: il parere di un’altra mamma

Non vi nascondo che quando sono venuta a conoscenza della notizia anch’io sono rimasta basita. Come si può fare del male ai figli facendo, o comunque cercando di fare al meglio il proprio dovere di genitori? La Cassazione ha condannato una mamma iperprotettiva per maltrattamenti: com’è possibile? Questo, non vi nascondo ha innescato in me numerosi spunti di riflessione e alla fine anche io ho tratto le mie conclusioni.

Cinicamente parlando, una parte di me festeggiava a questo pensiero. Era quel lato di mamma inesperta, imperfetta, con mille dubbi e incertezze. Quella che spesso si chiede se è troppo sciolta con i suoi piccoli o solamente incapace ad ottemperare ai propri doveri, pur impegnandosi al massimo?

Diciamo che nel dramma di una persona, sicuramente in buona fede, ho trovato io la risposta ai miei conflitti interiori più profondi, genitorialmente parlando. E dire che una parte di me l’ha sempre saputo che se un bimbo non vuol mangiare e salta un pasto rincorrerlo col piatto in mano per tutta casa, cercando di imboccarlo a priori può rappresentare per lui una tortura.

Pensare che ho sempre sentito dentro di me l’esigenza da parte dei miei figli di manifestare la propria personalità indossando quello con cui loro stavano comodi, e non quello che piaceva a me. E li ho assecondati, sempre non costringendoli in jeans di moda e maglioncini di lana, solo perché così fa più figo.

E ancora, quando ai giardini e sul lungomare li ho lasciati correre e sporcarsi a dovere, anche se c’era vento e qualche goccia di pioggia. Le campane di vetro attorno ai bambini non mi sono mai piaciute. Li ho sempre lasciati liberi, quei pazzi scatenati dei miei figli, e cosi continuerò a fare guardandoli da lontano, è ovvio. Non li perderò mai di vista e quando avranno bisogno, sia moralmente che fisicamente, io sarò sempre lì, pronta.

Che senso ha essere assillanti? Che senso ha scegliere per loro? Che senso ha “opprimerli”? I bambini vanno seguiti nelle scelte, non forzati a dettami imposti. Vanno spronati, incoraggiati e messi in guardia, senza forzature ne artefatti. Bisogna assecondare i loro ritmi di crescita che imporrano problematiche e cambiamenti.

Ci sono genitori che addirittura litigano perché non hanno lo stesso modi di vedere riguardo alla gestione e l’educazione dei figli, al punto che a volte bisogna ricorrere addirittura alla mediazione familiare. Papà troppo permissivi e mamme troppo intransigenti, e viceversa, spesso finiscono col minare inconsapevolmente l’equilibrio della famiglia. E questo è un male, perché prima di tutto si dovrebbe garantire un ambiente sereno ai proprio figli.

Non dobbiamo gestire la famiglia come un perfetto manager gestisce un’azienda. Teniamo conto che siamo tutti esseri umani e che soprattutto i bambini hanno bisogno dei loro spazi. E quando cresceranno cerchiamo d evitare di fare l’errore di qui famosi genitori “spazzaneve”.

Quelli che spianano la strada ai loro figli in tutto e per tutto, per evitargli insuccessi. Trascurando il punto fondamentale, quello che dice che “sbagliando si impara”. E che nella vita bisogna confrontarsi con tutti. Se c’è un lavoro che noi genitori dobbiamo fare, è quello di renderli individui autonomi, sicuri, perché il mondo oggigiorno è una giungla e noi, mi spiace dirlo ma è così, non saremo eterni.

In conclusione scusatemi se quella che ho scritto per qualcuno è risuonata come una predica. Non era mia intenzione offendere nessuno, bensì esprimere unicamente il mio pensiero. Il pensiero di una mamma imperfetta ma volenterosa, un genitore presente ma non opprimente. Di una persona che non riesce a comprendere il male fatto ai bambini, neanche se esso viene inferto inconsapevolmente a fin di bene.

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