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Mamma insoddisfatta: la storia di Annarita

Annarita ha sempre voluto un fidanzato, poi un marito, poi diventare madre. Ha sempre avuto paura di saltare qualche tappa o di essere in ritardo, rispetto a che? Non si sa.

Da adolescente, mentre frequentava le superiori e non era tra le ragazzine più belle, aveva sempre paura che non avrebbe trovato un fidanzato, mentre molte sue amiche erano già fidanzate “in casa” come si dice dalla sue parti.

Intanto si diplomava, era una brillante ragioniera, si iscriveva all’università, e iniziava anche a cercare lavoro. Trovava lavoro a Milano e faceva quest’esperienza della grande città; ma poi per amore ha lasciato dopo qualche anno un contratto a tempo indeterminato in una società d’assicurazioni ed è tornata nella sua Campania, dal suo fidanzato, per sposarsi. Ha sacrificato la carriera, il lavoro, per un grande amore.

Alla soglia dei trent’anni, appena sposata, aveva paura di essere in ritardo con l’orologio biologico per fare un figlio. Assillava le amiche più care, loro ancora single, con questa sua paura di non riuscire ad avere figli e spingeva loro ad avere gli stessi timori: a sposarsi come lei e pensare alla famiglia.

Poi è arrivata Alice, le giornate sempre a casa per la bambina, e perché nella sua Salerno trovava, anche prima della gravidanza, solo lavori in cui la sfruttavano senza pagarla il giusto e il marito a un certo punto le ha detto che forse era meglio se stava a casa con la bimba.

Alice è una bambina bellissima, intelligente, ma fare la mamma a tempo pieno può essere stancante e frustrante. Per quanto si vuole bene ai propri figli, per quanto è affascinante ogni giorno vederli crescere, fare e scoprire cose nuove, a volte si ha bisogno di qualcosa di diverso. Di confrontarsi con coetanee, di parlare non solo di bambini con le altre mamme, di fare qualcosa per se stessi.

Il marito di Annarita, Carmine, comprende che c’è qualcosa che non va, vede questa insoddisfazione della moglie, vorrebbe vederla più sorridente quando torna a casa dal lavoro, sentire che ha ancora voglia di essere moglie e madre, che desidera un altro bambino, come avevano sempre pensato prima del matrimonio, nonostante la loro situazione economica precaria.

Ma Annarita non vuole un altro figlio, l’esperienza totalizzante della prima gravidanza gli basta, il senso di inadeguatezza, il senso di colpa perché a volte vorrebbe essere ancora senza figli, dopo averlo desiderato tanto un bambino, non l’abbandonano mai.

Nonostante sia una mamma presente e completa in tutto, le sembra sempre che le manchi qualcosa, quel sorriso in più che anche suo marito anela.

“Mi aspettavo altro…” sembrano dire gli occhi scuri della mediterranea Annarita. “Mi aspettavo … … la felicità!” Ma quella totale, senza rimpianti, senza compromessi…con la maternità sarebbero dovute sparire tutte le paure, tutti i dubbi sulla propria vita, su cosa è meglio per una donna: lavoro, carriera o famiglia? La famiglia doveva essere la risposta per Annarita, voleva che fosse questo, ma invece la sua anima non si sente così convinta della risposta.

Carmine vorrebbe che allora uscisse di più con le amiche, che si riprendesse qualche spazio per sé, se ne ha bisogno; ma Annarita non accetta di non essere perfetta, di non essere contenta così…ora che ha tutto quello che desiderava fin da ragazzina. Perché insomma non le basta, se era quello che voleva?

Forse perché i desideri di una donna, di un essere umano, sono sempre di più di quelli che uno crede. Bisogna fare i conti con l’insoddisfazione umana sempre presente nei nostri cuori. Imparare ad accettarla. E questo non significa amare meno nostro marito o nostra figlia. Significa solo che si ha bisogno anche di altro a volte.

E allora Annarita non dire di no a un weekend a Milano con le amiche di un tempo, che per Natale ti hanno regalato un biglietto aereo per Milano, da usare quando vuoi, dove vive una delle amiche. “Tanto è solo una notte quella che passerai fuori casa, senza Alice, senza tuo marito”. Lui è d’accordo e anche la bambina non risentirà di una notte senza la sua mamma – Alice aveva bisogno 24 ore della mamma, ora è grande! -, si deve abituare anche a questo per crescere.

Una cosa diversa per sentirsi diversa per qualche ora, per tornare con più gioia alla quotidianità.
Annarita dirà di sì?

Com’è andata a finire: Il regalo era per il Natale dell’anno scorso, nel 2013, e Annarita non l’ha usato il suo biglietto aereo, nonostante le amiche e il marito abbiano tanto insistito.

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