foto_vescicole tipiche della malattia

Malattia ‘bocca mani piedi': cos’è e come si cura

Avevo sempre sentito dire che il primo anno di asilo nido sarebbe stata una grande prova per il bambino. Sì, soprattutto una prova di resistenza alla quantità indefinita di germetti che attaccano il tuo pargolo un giorno sì e l’altro pure. Per quanto ci riguarda (uso il plurale maiestatis concesso alle mamme), tosse, muco e raffreddore sono, oramai, nostri amici per la pelle. Scarlattina e varicella per il momento le abbiamo dribblate. Ma da qualche giorno abbiamo una nuova amica: si chiama malattia ‘bocca-mani-piedi’.

Mercoledì scorso è comparsa una leggera febbre (37,5°) che non ci ha abbandonati fino a venerdì. “Sarà l’influenza del momento…” ho pensato io, facendo quei pronostici che le mamme azzardano sempre, oramai facili a improvvisarsi pediatri-farmacisti-fattucchiere. Più che altro ero preoccupata per delle strane bollicine comparse intorno la bocca di Francesco. Avendo comprato una nuova soluzione fisiologica che non avevo mai provato, ho pensato fosse stata quella a causare le bolle. Ma sabato mattina quei puntini rossi sono apparsi anche sul palmo delle mani e dei piedi.

A questo punto è scattata la telefonata al medico che dalla descrizione dei sintomi mi ha illuminata chiamando la patologia con il suo nome giusto: ‘bocca-mani-piedi’. La visita un’ora dopo lo ha confermato.

Questa malattia, che a pronunciarla sembra quasi una filastrocca, è una delle tante malattie esentematiche che, presto o tardi, potrebbe comparire in età dell’asilo. E’ solitamente preannunciata da una lieve febbre e faringite che in un primo momento potrebbero essere confuse anche con altre situazioni. Poi compaiono le vescicole e allora fai ‘tana’. Di natura virale e, quindi, contagiosa, è causata dal virus coxsackie A16, si manifesta prevalentemente nei mesi caldi e tra maggio e novembre (ma non sempre considerando il caso di mio figlio) e colpisce maggiormente i bambini in età scolastica e prescolastica.

Solitamente le vescicole compaiono dapprima nel cavo orale e sulla lingua, poi intorno alla bocca; successivamente colpiscono anche la zona delle manine e dei piedini. Il contagio avviene per contatto diretto con secrezioni nasali e saliva, dunque colpi di tosse, starnuti, oltre che attraverso le feci. Dal momento del contagio all’eruzione dei primi segni visibili passano circa 5 giorni. Il tutto dovrebbe risolversi in 10/15 giorni.

Di solito la malattia ha un decorso benigno e non c’è bisogno di tenere il bimbo isolato, ovviamente se non ha febbre. Come cura va bene il paracetamolo per la febbre alta e magari qualche cremina indicata dal medico per alleviare il prurito provocato dalle bolle. Occhio all’igiene delle zone colpite per evitare infezioni.

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