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Disturbi della Tiroide in gravidanza: l’importanza dello iodio

La tiroide è una ghiandola endocrina a forma di farfalla situata nel collo. Gli ormoni che secerne, tiroxina (t4), tri-idiotironina (t3) e calcitonina sono fondamentali per mantenere l’equilibrio metabolico, vale a dire il funzionamento corretto di tutti quei processi di trasformazione che permettono al corpo di ricavare energia dagli alimenti e dalle molecole per svolgere tutte le funzioni cellulari necessarie alla vita. In gravidanza può succedere che questo delicato equilibrio si alteri a causa di alcuni fattori che intervengono sulla tiroide.

In gravidanza non è raro che si verifichino disfunzioni della tiroide. Le cause sono principalmente tre:

1 l’aumento della Bhcg (gonadotropina corionica) ormone della gravidanza, che ha un effetto stimolante sulla tiroide, inducendola a lavorare di più.
2 la diminuzione dello iodio plasmatico, perchè in gravidanza vengono perse maggiori quantità di ioduri nelle urine
3 L’aumento nel plasma di TBG (globulina legante) un ormone che cattura la tiroxina, inibendone il funzionamento

Lo iodio è un elemento chimico essenziale per il funzionamento della tiroide. Una sua carenza anche modesta, in gravidanza, associata a queste 3 concause, può determinare seri squilibri metabolici. Per questa ragione si raccomanda di incrementare il consumo alimentare di iodio a 125 microgrammi al giorno in gravidanza e 150 microgrammi al giorno durante l’allattamento. Le conseguenze di una disfunzione tiroidea possono sfociare in Ipertiroidismo o Ipotiroidismo.

L’ipertiroidismo complica circa il 2% delle gravidanze. Può scatenarsi a causa di una elevata produzione di BhcG, come nelle gravidanze gemellari, nella mola idatiforme e nel coriocarcinoma (tumori del trofoblasto) oppure essere causato da una tiroidite di Hashimoto precedente. La causa può essere anche l’eccessiva somministrazione di ormone tiroideo o di sostanze tireo-stimolanti spesso presenti nei prodotti estetici dimagranti (compresse, infusi e creme).

I sintomi sono un aumento del metabolismo con perdita di peso, vampate di calore, aumento del battito cardiaco dell’insonnia e dell’irritabilità. L’ipertiroidismo si conferma con il dosaggio dei valori plasmatici di TSh, t3, t4 e di anticorpi anti tiroidei.

L’ipotiroidismo è la disfunzione in senso opposto. Si tratta di uno scarso funzionamento della tiroide, che comporta un rallentamento del metabolismo, aumento di peso eccessivo, rallentamento del battito cardiaco, brividi di freddo, talvolta aumento del volume della ghiandola tiroidea (gozzo). Le cause possono essere anche qui una preesistente tiroidite di Hashimoto, pregressi interventi chirurgici di asportazione della tiroide, farmaci inibenti gli ormoni tiroidei, carenza di iodio.

La patologie tiroidee non trattate espongono la madre al rischio elevato di sviluppare una gestosi, infezioni, anemia e insufficienza cardiaca. Per il feto sussiste rischio elevato di aborto spontaneo, parto pretermine e morte perinatale. Il trattamento è di tipo farmacologico se la patologia è conclamata, ma la prevenzione a monte è fondamentale.

Nella corretta alimentazione in gravidanza bisogna soddisfare il fabbisogno giornaliero di Iodio. Lo iodio si trova in natura nei sali iodati, nelle alghe e nei pesci di acqua salata, che almeno una volta a settimana devono sostituire la carne sulle nostre tavole. Per contro però bisogna evitare gli eccessi dovuti all’utilizzo di integratori fai da te, che specialmente in gravidanza possono risultare pericolosi.

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