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Congo: è giallo sui bambini adottati dagli italiani

Nella notte del 29 dicembre 2014, dall’ orfanotrofio “Maison familial Ange Gabrielle” di Kinshasa in Congo, sono spariti 22 bambini che dal punto di vista burocratico erano già stati adottati da alcune famiglie italiane. A riferirlo è il giornale congolese “Le potentiel” che descrive come, tre uomini con accento francese, sono giunti in questa casa per bambini abbandonati e dopo aver assicurato di appartenere alla commissione adozioni internazionali dell’Italia, hanno preso i 22 bimbi in lacrime.

La Farnesina sta cercando di capire cosa sia realmente accaduto anche perché il blitz effettuato da questi tre uomini, appartenenti a quanto pare alla Fondazione Italiana “Raphael” , è stato giustificato come un trasferimento fra strutture. Pure il “Ministero Congolese del Genere della Famiglia e del Bambino” sta svolgendo delle indagini. Resta il fatto che la vicenda rischia di peggiorare i rapporti fra Italia e Congo per ciò che concerne le adozioni internazionali.

L’immagine del ministro Maria Elena Boschi che volava verso Roma con 32 bambini congolesi pronti ad essere accolti da nuove famiglie italiane, che avevano pienamente scelto ed intrapreso la strada ardua delle adozioni, sembrava avesse leggermente sanato le problematiche burocratiche riguardanti le adozioni verso il Congo. Nel 2013, infatti, il Congo aveva sospeso le adozioni e le famiglie italiane giunte lì si erano ritrovate bloccate nel Paese.

La notizia trafilata soltanto oggi, e per di più a malapena, apre nuove incertezze e soprattutto risulta crudele come degli uomini in piena notte abbiano prelevato dei bambini dai loro letti caricandoli con il pigiama ancora addosso fra lacrime e urla su di un veicolo. Si attendono comunque ulteriori notizie e chiarimenti in merito da parte del Ministero degli Esteri.

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L’autore: Claudia Spedaliere

Sono laureata in Arti e scienze dello spettacolo Teatrale dell’Università “La Sapienza”. Mi occupo di teatro recitando in diverse compagnie, e da quando sono madre amo raccontare ciò che vivo con il mio bimbo studiando scrupolosamente e “rubando” i racconti delle mie amiche madri per poi trascriverne il contenuto. Approdo al Blog con la voglia di creare confronti fra genitrici proprio come si farebbe su di una panchina di un parco.
Email: c.spedaliere@passionemamma.it

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