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I capricci da più grandi: meno lacrime più prepotenza

I capricci non sono tipici solo dei bambini piccoli, che con lacrime e urli, anche quando non sanno ancora parlare, usano questi mezzi per farsi notare e avere attenzioni; ma anche i bambini più grandi usano tali strategie.

Quella di snervare i propri genitori con atteggiamenti ripetitivi e richieste continue, sperando di portarli a cedere ai propri desideri, di qualsiasi tipo essi siano: giochi, attenzioni, cibo, uscite non programmate.

Ma mentre da neonati e finché sono piccoli usano il pianto, quando sono un po’ più grandi cacciano il carattere, e a volte lo dimostrano con la prepotenza. Cioè invece dei pianti usano la rabbia, i musi lunghi e protratti per ore, i silenzi.

Questi atteggiamenti portano a diverse reazioni anche dei genitori, che a volte vedono in questa violenza manifesta o repressa atteggiamenti ancora più negativi del pianto, che pure è fastidioso, ma sembra più naturale.

Il pianto del bambino si sa come blandirlo, come ci spiega bene una nostra redattrice in questo articolo, anche senza fargli ottenere quel che vuole: a volte il bambino più piccolo e quindi più tenero si convince con una carezza, con l’affetto, a piegarsi o comunque a tornare a sorridere.

Invece la gestione della rabbia, specie se il bambino è anche più grande e quindi anche forte fa più paura a una mamma in difficoltà che non sa come relazionarsi con suo figlio.

Succede che due fratelli facciano un capriccio nello stesso momento, ma mentre quello più piccolo piange e si dispera, quello più grande continua a dare ordini su una cosa che vuole dalla madre. Questo atteggiamento prepotente può far piegare una madre già provata dal pianto dell’altro figlio. Ma certo non è giusto che la prepotenza del figlio grande vinca sul pianto del più piccolo.

Bisogna ricordarsi che tutte le manifestazioni di emozioni dei nostri figli sono simbolo di crescita e non sono critiche verso di noi o provocazioni verso il nostro ruolo di genitore. Anzi, gli esperti dicono che ogni bambino, sia piccolo che grande, fa i caprici, con pianti o silenzi, perché vuole essere guidato nei suoi desideri e nella manifestazione degli stessi da parte proprio del genitore. Sta imparando a gestire come far capire quel che vuole e come comunicare con il mondo. E il mondo per i bambini sono i suoi genitori.

Quindi bisogna sempre cercare di comprendere cosa c’è dietro un capriccio, una rabbia: parlare col bambino, cercando di capire perché usa questi mezzi, siano esse lacrime o silenzi per farsi ascoltare. “Perché invece non usare le parole e spiegare alla mamma perché si vuole per forza quella cosa?

Spiegargli e fargli capire che comunque mai la prepotenza è o sarà un mezzo giusto per ottenere le cose nel mondo.

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