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Bimbe non smettono di piangere, la madre le uccide

E’ inutile negarlo: quando i nostri piccoli piangono a dirotto, magari per nessun motivo in particolare ma unicamente per un capriccio, ci sono dei momenti in cui non sappiamo davvero che pesci prendere e sbatteremmo volentieri la testa contro il muro. Capita a tutte, prima o poi. Ma quando nel contesto famigliare ci sono dei disagi forti, profondi, peggio ancora se non evidenti ma pronti a esplodere, possono accadere anche delle tragedie.

Come quella consumata a casa di Christina Booth, una 29enne di Olympia, nello stato di Washington, che ha ridotto in fin di vita le sue bambine perché non volevano smettere di piangere. Le ha accoltellate, due gemelline di 2 mesi e la sorellina maggiore di 6 anni, e poi ha allertato i soccorsi. All’operatore del 911 che le ha risposto, Christina avrebbe detto:“Ma ora hanno fatto silenzio”.

La 29enne, che pare soffrisse di una depressione post-partum, è stata adesso arrestata con l’accusa di tentato omicidio, intanto continuano le indagini per ricostruire l’effettiva dinamica dei tragici fatti avvenuti quando in casa c’era anche il padre, un soldato dell’esercito, che sarebbe intervenuto quando oramai era già troppo tardi.

Una tragedia inenarrabile che ha sconvolto un’intera famiglia, con conseguenze permanenti al di là di quelle che saranno le conseguenze cliniche per le tre bimbe accoltellata da una mamma diventata improvvisamente il loro aguzzino.

Sconvolti i vicini di casa che hanno descritto la giovane mamma come una persona sempre amorevole con le sue bambine, anche se avevano notato in lei qualche cambiamento dopo la nascita delle gemelle e il ritorno a casa del marito Tommy che si trovava in Afghanistan. Nulla, comunque, che facesse presupporre il gesto estremo che presto Christina avrebbe commesso.

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