foto_donna_incinta_ostetrica

580 Euro al mese di sussidi maternità, ostetriche a domicilio e asili economici: ecco dove

Appena ci si sposta con lo sguardo, ci si rende conto di quanto l’Italia sia indietro. I nostri laureati fanno gli operai e i nostri operai arrivano a stento alla fine del mese. Le madri vengono abbandonate a se stesse, senza assistenza sanitaria post-parto, senza asili e molte senza diritti sul lavoro, costrette a scegliere tra il posto e figli. Abbiamo intervistato Giovanna, una donna Italiana che ha scelto di vivere all’estero, e vi raccontiamo la sua storia.

Come hai maturato la scelta di vivere all’estero?
Io ho conseguito 10 anni fa la laurea in lettere classiche in Italia, ma stentavo a trovare un lavoro fisso. Mi accontentavo di fare qualche supplenza e arrotondavo con altri lavori part time. Non era certo la mia massima ambizione. Il mio compagno, di professione ingegnere, aveva appena perso il posto per fallimento della società per la quale lavorava. Le prospettive erano abbastanza critiche e già da tempo lui stava provando a mandare candidature all’estero. Una mattina arriva una risposta con una offerta di lavoro interessante in Germania. Non avendo grosse alternative decidiamo di partire.

Com’è stato l’impatto? Come hai vissuto il cambiamento?
Non è stato terribile come pensavo. In Germania va tutto molto veloce, senti subito che tutto può succedere. Quello che mi ha aiutato molto nell’integrazione è che ho trovato anche io lavoro quasi subito, senza nemmeno conoscere il tedesco. All’inizio comunicavo un po’ in inglese e tenevo corsi di Italiano in una università per stranieri. Sei mesi dopo, raggiunta una stabilità economica abbiamo deciso di avere Matteo, il nostro bambino.

E’ costoso crescere dei figli all’estero?
No, tutt’altro. Quando è nato Matteo, lo stato mi ha dato 180 euro al mese. E’ un sussidio che viene dato a tutte le mamme, a prescindere dallo stipendio. In più se sei una libera professionista puoi usufruire di un sussidio di maternità, calcolato in base al fatturato annuo precedente.

Come hai fatto a gestire maternità e lavoro da sola?
Oggi per tutelare le mamme lavoratrici in Germania si è introdotto il concetto di Elternzeit. Si tratta di un congedo dal lavoro di due anni, continuando a percepire una quota di stipendio e conservando il posto di lavoro. Anche i padri possono richiederlo. Dopo i due anni ci si affida agli asili nido, quelli statali costano pochissimo. L’unico neo è che bisogna fare la richiesta già in gravidanza perché è difficile trovare posto. In alternativa c’è gli asili privati o la possibilità di affidare il bambino ad una Tagesmutter un’educatrice qualificata che prende in custodia 7-8 bambini in strutture controllate.

Come funziona l’assistenza sanitaria?
Il Sistema sanitario tedesco prevede l’assicurazione sanitaria statale obbligatoria per tutti coloro il cui reddito superi i 400 euro mensili. In questa quota mensile, che varia in base alle esigenze del singolo, è compreso di base tutto quello che serve per gravidanza e parto, inclusa un’ostetrica che ti segue a casa per un mese dopo le dimissioni, per mostrarti come fare, cosa fare e aiutarti ad avviare l’allattamento e riconoscere eventuali forme di depressione post-parto.

Ti manca l’Italia?
Certo. Appena possiamo infatti ritorniamo a trovare i nostri cari. Ma se dovessi tornare a vivere in Italia ora, la risposta è no, senza dubbi. Il mio compagno qui ha un ottimo lavoro, io con il mio part time riesco a guadagnare bene e ad occuparmi anche di mio figlio. Matteo ha 5 anni a luglio, parla già due lingue e adora la sua scuola e i suoi amici. Questa è la sua città. Ieri ci ha chiesto un fratellino. Qui ce lo possiamo permettere. Non so se tutto questo in Italia sarebbe successo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>