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I 3 tipi di temperamento del neonato secondo Thomas e Chess

Il figlio della vostra amica mangia e dorme, mentre voi avete provato a cullarlo, coccolarlo, attaccarlo al seno, cantargli le canzoni preferite, ma il vostro bambino continua a piangere in modo inconsolabile? Tranquillizzatevi. Molto probabilmente non è affetto da nessuna malattia e voi non siete meno brave delle altre mamme. E’ solo questione di temperamento.

La psicologia infantile moderna ha aperto molti dibattiti sul carattere del bambino e su quanto influiscano i fattori ambientali e socio-educativi e quanto la genetica. I bambini sono tutti educabili allo stesso modo? Oppure hanno già alla nascita una loro personalità? Gli studi condotti sui gemelli monozigoti (quindi con identico patrimonio genetico) dati in adozione a famiglie diverse e pertanto cresciuti ed educati in ambienti diversi, hanno portato a queste conclusioni: nello sviluppo del carattere c’è una parte chiamata temperamento che è geneticamente determinata e immodificabile.

Il temperamento secondo la definizione di Thomas e Chess è un attributo del’individualità. Ciò che ci rende unici a prescindere dall’educazione che ci viene impartita. E chi è genitore di più figli lo ha sperimentato sulla propria pelle. Ad uguali schemi educativi applicati con diversi figli non corrispondono uguali risposte.

Il temperamento è esattamente la nostra risposta agli stimoli esterni che determina la natura emozionale di ciascuno di noi, ed è l’umore di fondo che ci caratterizza. Pertanto l’affetto, l’energia, l’attenzione e la sensibilità dell’individuo agli stimoli esterni sono caratteristiche che determinano il “come” del comportamento e compaiono precocemente. Tutti i neonati piangono, quello che cambia è il “come” piangono, riferito alla forza, alla durata, alla causa, alla consolabilità del pianto.

Gli stessi Thomas e Chess hanno individuato 3 tipi di neonato in base al temperamento manifestato sin dai primi mesi: il neonato facile, il neonato difficile, il neonato lento. Il neonato facile è quello con ritmi biologici regolari, che risponde positivamente ai nuovi stimoli, che piange per comunicare bisogni fisiologici ma è facilmente consolabile. E’ quello della vostra amica probabilmente.

Il neonato difficile ha ritmi biologici irregolari, una spiccata reattività agli stimoli e spesso reazioni emotive intense e negative. Quindi può piangere inspiegabilmente e a volte in modo inconsolabile, in risposta a qualcosa che sta provando. Tende a ritrarsi difronte alle novità.

Il neonato lento invece ha ritmi biologici abbastanza regolari solo che si adatta lentamente ai cambiamenti. Se viene sufficientemente supportato dall’ambiente esterno le sue risposte emotive possono essere normali. In sostanza è un neonato che piange spesso, soprattutto se stressato dai cambiamenti, ma può essere consolato.

Se ora siete sicure che vostro figlio sia un neonato difficile, non vi resta che pazientare aspettando che cresca. Certo è molto probabile che anche crescendo sarà un bambino difficile, ma sicuramente attraverso la comunicazione la gestione delle sue emozioni sarà meno ardua sia per voi che per lui e istaurando un buon rapporto potrete sicuramente riuscire smussare gli angoli del suo carattere in cui probabilmente vi ci riconoscerete in parte.

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