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Ultime scoperte: quando è la mamma a far ammalare il suo bambino

Un recente studio condotto al reparto di Pediatria al Policlinico Gemelli di Roma su 751 bambini ha rivelato una realtà impressionante. Ben il 2% di questi bambini riferiva di avere sintomi di un disturbo che in realtà alle analisi era clinicamente inesistente, inventato. E nel 4% di questi casi la malattia immaginaria non era frutto della fantasia del bambino bensì della madre.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista medica Journal of Child Health Care e la ricerca Italiana è stata condotta dal Prof. in Pediatria Pietro Ferrara, che ha affermato “questi casi potrebbero essere solo la punta di un Iceberg di un fenomeno molto più diffuso”. In Inghilterra 2,8% bambini su 100.000, al di sotto di un anno di vita subiscono questi abusi da parte delle madri.

Si tratta di manipolazioni psicologiche tese all’auto-convincimento e al convincimento del bambino che ci sia una malattia in corso, con frasi del tipo “tu sei malato, se non ti curi morirai”, o di veri e propri maltrattamenti fisici per arrecare danni al piccolo e accreditare la tesi della presunta malattia.

Quello che spinge queste madri a fare questo è un severo disturbo psichiatrico chiamato sindrome di Polle o sindrome di Munchausen per procura.
Differisce dalla semplice sindrome di Munchausen dove la malattia o il trauma psicologico vengono inventate per se’ stessi, per attirare l’attenzione, la simpatia o le cure da parte di terzi.

Per quanto sia conosciuto questo disturbo è ancora oggi poco diagnosticato. In Inghilterra il tasso di mortalità in questi casi raggiunge dal 9% al 22% , ed è causato dalla somministrazione impropria di medicinali o da altri maltrattamenti. Ma quando anche non si arrivi alla morte, le ripercussioni psicologiche di bambini vittime di questa sindrome sono spesso devastanti, come racconta la scrittrice Roos Boum nel suo libro intitolato la Sindrome di Munchausen per procura, dove racconta come la “sua malattia” inventata dalla madre abbia condizionato tutta la sua vita.

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