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Ricostruzione unghie in gravidanza: cosa scegliere?

In gravidanza devono essere presi tantissimi accorgimenti per salvaguardare la salute di mamma e piccolo: riduzione (se non totale abolizione) del consumo di farmaci, attenzione nei confronti delle tinture per capelli, restringimento dell’ esposizione ai raggi solari. Ma quali accortezze devono essere prese nei confronti della cura della mano e, soprattutto, del ricorso a ricostruzione delle unghie in gravidanza?

Questa tecnica estetica, è risaputo, consiste nell’ apposizione sulle unghie di un gel particolare per garantire la cura della mano. Per ogni apposizione è necessario inserire le dita in un fornetto a raggi UV che garantirà la buona riuscita del trattamento estetico.

Ma in gravidanza è possibile tutto questo? Secondo alcuni studi, risulta testato il rischio teratogeno per inalazione, e quindi di danno fetale, di alcune sostanze utilizzate nella ricostruzione delle unghie, oltre che aumentata possibilità di incorrere in dermatiti per la donna, le quali possono essere provocate da ridotte norme igieniche durante il trattamento. Per quanto riguarda i raggi UV non ci sono studi che dimostrino la cancerogenicità delle lampade per il feto, mentre è testato l’alto rischio di tumore alla pelle per la mamma. Naturalmente, il rischio sussiste sia per le donne che hanno il trattamento sia per le medesime estetiste.

Fra le sostanze chiamate in causa vi sono gli ftalati, oggetto di controversie sin dal 2003, il cui utilizzo è stato regolato anche dal Ministero della Salute. Questi composti, usati principalmente nell’ industria delle materie plastiche, sembrerebbero poter creare problemi di maturazione dei testicoli nei feti maschi.

Nonostante questo, è da tenere in considerazione che il gel inserito nel fornelletto riesce ad indurirsi nel giro di qualche minuto, quindi senza troppi rischi di inalazione per la mamma, né di assorbimento del materiale da parte delle unghie. E’ importante, in tutti i casi, mantenere l’igiene durante la procedura e anche la continua cura della pulizia del gel e delle unghie nei giorni successivi alla ricostruzione.

Un altro piccolo, ma fondamentale, accorgimento è quello di rimuovere il gel qualche settimana prima della probabile data del parto. Perché? Non si sa se un parto spontaneo possa evolvere in un taglio cesareo per insorgenza di complicanze e proprio durante l’intervento chirurgico è necessario porre su un unghia il pulsossimetro, uno strumento che non solo valuta la frequenza cardiaca, ma anche la saturazione dell’ ossigeno. Inoltre, è importante per l’ anestesista in sala poter visualizzare il letto ungueale per individuare precocemente riduzioni nell’ ossigenazione del sangue.

Detto ciò, ad ogni donna tocca scegliere se utilizzare o evitare questo trattamento, considerando che ci sono pareri discordanti (quello medico e quello delle estetiste) riguardo tale tecnica. Non ci sono controindicazioni assolute, ma è importante sempre procedere con cautela e lasciarsi indirizzare dai professionisti che sapranno consigliare nella maniera più opportuna.

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