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Natale, il presepe vivente, creato e raccontato dai piccoli della scuola dell’infanzia

Che i bambini di oggi siano svegli, più di quanto lo siamo stati noi da piccoli, è risaputo. La causa di questo fenomeno, credo, sia da ricercare nel quotidiano bombardamento di stimoli e informazioni di cui sono oggetto. Stimoli, non sempre positivi dato che il parental control diventa sempre più difficile. Quando però, nel mestiere di educatori-allenatori di futuri adulti, siamo aiutati da persone veramente in gamba non solo in ambito familiare ma soprattutto in quello scolastico, allora si può dire che siamo a cavallo.

O meglio, loro, i piccoli, sono a cavallo, perché sicuramente il mondo di domani, sarà un posto migliore. Ho fatto questa premessa per introdurre un discorso che calza a pennello in questo periodo di feste contornandolo di riflessioni in merito, su cui sicuramente sarete d’accordo.

Nel Natale ormai ci siamo dentro fino al collo, in count down è cominciato e le luci, i regali e il cibo tipico ci hanno assorbiti completamente, senza neppure rendercene conto. Ed è così che perdiamo la vera anima di questa festa dimenticandoci che non tutti sono fortunati come noi. E diciamocela tutta si è perso un po’ di vista quello che è il semplice, l’essenziale.

Una grande lezione in merito ce l’hanno data i bambini della scuola dell’infanzia Kennedy di Napoli, che ci hanno lasciati letteralmente senza fiato. Questa scuola, per altro, si ispira al modello educativo proposto da H.Gardner, ne abbraccia la sua teoria rispetto allo sviluppo ed assecondamento delle intelligenze multiple. Visti i risultai, direi che Gardner ci aveva visto giusto perché i risultati sono sorprendenti.

I piccoli, tutti dai tre ai cinque anni hanno rappresentato il presepe vivente. “I bambini hanno fatto tutto da soli, qualsiasi cosa vedrete all’interno della scena, dal più piccolo ortaggio al più grande degli animali è stato interamente realizzato da loro“.

Queste le parole di premesse della Preside della scuola durante il discorso di accoglienza ai genitori che dal canto loro erano tutti frementi e curiosi di vedere cosa i loro piccoli erano riusciti a mettere insieme. Ebbene, quando siamo defluiti oltre la porta che ci separava da loro, ai nostri occhi è apparso uno spettacolo senza precedenti.

Siamo stati catapultati direttamente a Betlemme in una frazione di secondo. Tutta la scena era animata, meravigliosa. Ogni elemento che figurava era stato realizzato da loro, i nostri figli, che si muovevano tranquillamente interagendo tra di loro, visibilmente divertiti e soprattutto autonomi, pienamente consapevoli di quello che stavano rappresentando.

Quelli emozionati eravamo noi genitori, che ci siamo scordati per un attimo di tutto, eravamo solo abbagliati da quello spettacolo. Le recite scolastiche a volte, concorderete con me, sembrano delle forzature. Cose imparate a cantilena, applauso e stop. Per carità, sempre preparate con grande impegno da parte di tutti, ma qui era diverso!

Era tutto così armonioso da mettere addosso una sorta di stato di quiete interiore, lo spirito del Natale dopo tutto è proprio questo, la serenità, indipendentemente da quello che hai e che non hai. In quella scuola è avvenuto un miracolo, la felicità e la pace si respiravano a pieni polmoni, tangibile nell’aria.

Nonostante tutte le difficoltà in cui la società e in particolare la scuola pubblica si trova a fare i conti, dobbiamo dar merito alla preside, le insegnati e tutti gli altri collaboratori di riuscire a portare avanti una missione oggi sempre più ardua: tirare fuori il meglio dai bambini e dai loro genitori, in una sinergia invisibile ma concreta.

Ed è grazie a persone carismatiche come queste, grazie a questi eroi, che vediamo realizzarsi il sogno di lasciare un mondo migliore ai nostri bambini. Perché solo aiutandoli a crescere allenando certi sentimenti, alimentando la loro curiosità, sensibilizzandoli alla vita e dando l’esempio a mollare mai, avremo come risultato adulti all’altezza del mondo che verrà! E questo è quello che ci auguriamo noi genitori, no? Buon Natale!

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