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Mamme e critiche: viva quelle costruttive!

Le mamme si sentono continuamente giudicate, da tutti; messe sotto osservazione dal mondo e quindi sono più suscettibili. Non solo dopo il parto, ma ogni giorno della loro vita di mamma, si fanno 1000 domande su come stanno agendo, su come le vedranno gli altri nel loro ruolo di mamme e di come crescerà il loro bambino.

Prima gli ormoni della gravidanza, poi quelli dell’allattamento, poi la depressione post partum (che non è sempre in forma grave per fortuna, ma ha vari livelli di sottotesto), poi la vita frenetica tra maternità, lavoro, marito, famiglia; insomma le mamme non saranno mai più le donne di prima e questo si riflette sulla loro psiche, ma anche sul loro stare al mondo, sulla loro maniera di reagire alle osservazioni degli altri su quello che sono o/e sono diventate.

Proprio perché sono le prime a criticare loro stesse; se le persone vicine le criticano, a volte possono reagire male. La reazione alle critiche è una forma di reazione alle proprie insicurezze, alle stesse domande che si fanno anche loro ogni giorno.

Ma bisogna imparare a distinguere critiche da critiche (parenti, amici, sconosciuti, maestre, vicini di casa…) e non dare lo stesso peso a tutte le critiche se no si rischia di fare discussioni inutili. Neanche bisogna reagire male se le critiche vengono da persone vicine, che ci vogliono bene, e che semmai vogliono aiutarci con le loro osservazioni.

In psicologia si parla di criticismo costruttivo che “propone sempre una soluzione accanto alla critica. E’ sempre un boccone amaro da mandare giù in quanto implica una forma di giudizio nei tuoi confronti, ma, offrendo un suggerimento concreto, non si tratta di una critica vana o fine a se stessa.” Specie quando viene da personale qualificato, come una maestra o un educatore dell’asilo.

Insomma non sempre i nonni ( i propri genitori o i suoceri) hanno torto, non sempre le amiche devono essere aggredite perché rimproverano il nostro bambino.

Infatti un’altra “cosa proibita” per le mamme permalose, sono i rimproveri fatti direttamente ai bambini. Le mamme non vogliono che nessuno rimproveri il loro bambino, o anche solo faccia qualche osservazione su di esso.

Anche per le maestre diventa difficile fare il proprio lavoro, davanti alle insicurezze di una mamma che non vuole che si dia una forma diversa all’agire in società del proprio bambino.

Impariamo invece mamme a rispondere sinceramente alle critiche, a non covare astio o malumori verso parenti e amici per delle osservazioni che non ci sono piaciute; meglio dirlo e chiarire, può essere costruttivo per noi come mamme ma anche nel rapporto con la persona che critica, sia essa una suocera o un’amica di vecchia data.

Per non rovinare rapporti lunghi d’affetto (con le amiche) o messi insieme con tanta pazienza (quello con la suocera) per della parole dette, da parte loro, pensando di aiutare, ma che semmai toccano una nostra debolezza o nervo già scoperto.

Se invece le critiche vengono dalle vecchine del palazzo, che dicono sempre nell’ascensore: “ai nostri tempi, i bimbi non erano così maleducati. I miei figli…” forse anche fregarsene e non prendere tutto sul personale, può aiutare ad avere rapporti di buon vicinato con sé stessi e gli altri! ;)

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