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La stitichezza del neonato: quando intervenire

Le funzioni intestinale del neonato sono, come è logico pensare, diverse dalle nostre. Le prime feci sono di colore verdastro e vengono emesse a distanza di 12-24 ore dalla nascita. Questa prima scarica è il cosiddetto meconio feci, urina liquido amniotico e sostanze cellulari assorbite nella vita fetale di cui il neonato si libera. Nei primi due tre giorni le feci diventano via via più chiare fino al giallo ocra.

Nella prima settimana di vita di un neonato le evacuazioni sono frequenti a causa del riflesso-gastro colico. Vale a dire che ad ogni poppata avviene una fisiologica attivazione dei movimenti peristaltici dell’intestino che porta all’evacuazione. Nei giorni questo riflesso tende ad attenuarsi e le scariche possono ridursi arrivando perfino ad una ogni 4-5 giorni.

Questo, nonostante le preoccupazioni dei genitori, rientra perfettamente nella fisiologia, tanto quanto una scarica ad ogni poppata. In realtà infatti la stitichezza del neonato allattato al seno non esiste. Il latte materno fornisce il giusto apporto di grassi, fibre ed acqua e fa si che le feci siano sempre morbide.

Il lungo tempo che intercorre tra una evacuazione all’altra è semplicemente dovuto al fatto che il retto diviene più contenitivo ed essendo le feci morbide, la distensione dell’ampolla rettale (che da lo stimolo all’evacuazione) è più lenta.

Il fatto che il neonato sembri sforzarsi troppo durante l’evacuazione non deve destare preoccupazioni. Accade perché non è ancora in grado di utilizzare solo i muscoli pelvici per la spinta, e quindi prova a spingere con tutto il corpicino, talvolta diventando tutto rosso per la fatica e arrabbiandosi e piangendo per questo. Lasciatelo fare, senza intervenire: in questo modo sta imparando a gestire le sue funzioni intestinali.

E’ una cosa che non sa fare e che quindi deve apprendere, ed è possibile che nel farlo si innervosisca, ma state tranquilli che non sta soffrendo. La vera tortura sono i clisteri, gambi di prezzemolo, le punte dei termometri e tutti questi aggeggi infernali utilizzati in passato per stimolare l’evacuazione. Assolutamente da non utilizzare.

Nella vera stitichezza del neonato le feci appaiono dure e secche. Talvolta provocano la comparsa di ragadi anali al loro passaggio: piccoli taglietti sulla mucosa anale che rendono l’evacuazione dolorosa. Tra le cause della stitichezza dobbiamo considerare che escluse gravi patologie, non resta che l’allattamento artificiale. Recenti studi dimostrano una associazione tra stipsi e intolleranze al latte vaccino.

In caso di stitichezza nel neonato allattato artificialmente potete provare a scegliere una formula arricchita in probiotici (fermenti lattici) e diluire maggiormente il latte. Provate anche a muovere le gambine del neonato, steso sul dorso, come se voleste farlo pedalare nell’aria. E ancora provate un massaggio sul pancino disegnando una L rovesciata partendo dall’alto alla sua destra, quindi tracciando una linea orizzontale da destra a sinistra e una verticale a sinistra lungo il colon discendente.

Anche nel bambino già svezzato le cause della stitichezza sono spesso di origine alimentare, da correggere con un maggior apporto di acqua e fibre. Fattori psicologici come stress e paure possono intervenire. Il passaggio dal pannolino al vasino, l’arrivo di un fratellino, l’inizio della scuola. Se la stitichezza nel bambino coincide con questi periodi e non si commettono errori alimentari o nello stile di vita ( vita sedentaria) è probabile che si tratti di fattori emotivi scatenanti.

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