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Inseminazione artificiale e monitoraggio dell’ovulazione: tecniche di procreazione assistita di I livello

Quando dopo un’anno di tentativi non si è riusciti a concepire in modo naturale si parla di infertilità di coppia e pertanto vengono effettuate tutte le indagini del caso. Una volta escluse cause irreversibili di sterilità assoluta come l’assenza di spermatozoi o malformazioni dell’utero, se la coppia lo desidera si procede con le tecniche di procreazione medicalmente assistita.

La prima tecnica di procreazione assistita di primo livello che viene effettuata è il monitoraggio dell’ovulazione. La donna si sottopone ad una ecografia transvaginale al giorno, o ogni due giorni, dalla mestruazione fino all’ovulazione. In questo modo si segue lo sviluppo del follicolo, la sua maturazione e la sua esplosione con il rilascio dell’ovocita, confermato dal dosaggio ormonale dell’estradiolo e del progesterone, e si indica alla coppia quali sono i giorni fertili in cui c’è la massima probabilità di concepire.

Se durante il monitoraggio dell’ovulazione ci si accorge che ci sono dei problemi nella maturazione del follicolo e per molti cicli non avviene l’ovulazione, come succede in caso di deficit ormonali o come nella sindrome dell’ovaio micropolicistico, allora si passa ad un’altra tecnica di procreazione assistita che consiste nella stimolazione dell’ovulazione.

La maturazione del follicolo viene aiutata dalla somministrazione di alcuni farmaci come il clomifene o le gonadotropine Fsh ed Lh. Il dosaggio dei farmaci deve essere regolato in base alla produzione endogena di estradiolo per evitare una iperstimolazione dell’ovaio e la produzione di più follicoli con il rischio di gravidanze gemellari trigemine o quadrigemine.

Quando nemmeno questo questa tecnica funziona è probabile che ci sia un problema anche nella sopravvivenza degli spermatozoi nell’ambiente vaginale della donna o nella loro risalita verso le tube per deficit di numero, scarsa motilità o alterata qualità.
In questi casi si passa all’inseminazione artificiale. Una volta assicuratisi che l’ovulazione avverrà (attraverso il monitoraggio e la stimolazione se necessaria) si introduce attraverso una cannula un campione di spermatozoi precedentemente raccolti, analizzati al microscopio e selezionati, direttamente nell’utero o nelle tube.

Fino all’anno scorso gli spermatozoi erano donati esclusivamente dal partner, secondo le direttive della legge 40. A partire da quest’anno con l’abolizione del divieto sull’eterologa sarà possibile usufruire dello sperma di un donatore esterno in caso di sterilità assoluta del partner.

L’inseminazione avviene in camera operatoria, in maniera sterile e con una anestesia locale. Nei giorni successivi può essere prescritta alla donna una terapia ormonale per favorire l’attecchimento dello zigote in utero. Se questa tecnica fallisce dopo vari tentativi si passa alle tecniche di procreazione assistita di II livello.

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