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Il gesto di Ettore, ovvero quando nasce un padre

Il gesto di Ettore è un libro scritto dallo psicoanalista italiano Luigi Zoja che narra la storia dei padri, quando cioè è nata la figura paterna accompagnando il lettore in un lungo viaggio che parte dalla preistoria, attraversa la mitologia fino ad arrivare ai giorni nostri. Ho avuto il piacere di leggere questo libro qualche anno fa, prima di diventare mamma e ricordo bene che mi piacque molto e mi fece riflettere e pensare.

Il titolo completo del libro è “Il gesto di Ettore- Preistoria, storia, attualità e scomparsa del padre” e l’autore inizia il saggio raccontando la vita nelle comunità preistoriche. In quel periodo i padri non esistevano e gli uomini, rispondendo ai loro istinti primari, semplicemente si accoppiavano e vagabondavano in cerca di cibo. Erano le donne che si occupavano dei figli, come la natura aveva stabilito.

Con lo svilupparsi della civiltà l’uomo, pur restando sempre cacciatore, iniziò a fare ritorno al focolare domestico e perciò non fu più semplicemente maschio ma anche padre, capace di assumersi responsabilità nei confronti del figlio, e quindi di adottare il proprio figlio. Secondo Zoja ogni assunzione di paternità consiste nell’adozione del figlio da parte del maschio.

Il racconto prosegue con un viaggio nella mitologia greca e il racconto di 3 storie esemplari, quella di Ettore, Ulisse ed Enea, ognuno dei quali vive la propria paternità in modo diverso. Il titolo del libro si riferisce ad un episodio raccontato da Omero nell’Iliade, nel quale Ettore deve salutare il figlio Astianatte prima del duello fatale con Achille. Ma il bambino piange spaventato dall’armatura del padre, e così Ettore si toglie l’elmo e questo gesto, tenero e affettuoso, rimarrà famoso fino ai giorni nostri e segnerà un punto di svolta nella storia dei padri.

Nel libro “Il gesto di Ettore” l’autore si occupa poi del cambiamento del ruolo del padre durante la rivoluzione industriale. In quel contesto storico il padre cessa infatti di essere agricoltore o artigiano, il cui sapere viene poi tramandato ai figli, e diventa operaio, con le conseguenti difficoltà economiche a cui costringe la famiglia e i figli e allo stesso tempo cessando di essere portatore di sapere e conoscenze.

Per lo psicoanalista Zoja è l’origine etimologica stessa di madre e padre che denota quanto questi 2 ruoli siano in realtà completamente opposti e complementari. La parola madre deriva dal latino ed è colei che prepara il figlio alla vita, grazie al suo corpo e sopportando il dolore. L’etimologia della parola padre, anch’essa derivante dal latino, è strettamente connessa a quella di pane e patrimonio: il padre è infatti colui che provvede alla sopravvivenza della famiglia e al suo sostentamento, in altre parole è il pane della famiglia!

Con le 2 guerre mondiali e l’avvio dell‘età contemporanea la società è completamente cambiata e la figura del padre ne ha fortemente risentito. Donne e madri che lavorano, divorzi, battaglie femministe, famiglie non più basate sul matrimonio, hanno comportato lo sbandamento e smarrimento dei padri, portandoli spesso a diventare uomini incapaci di provvedere alla famiglia e di ricoprire il loro ruolo paterno. Si sono trasformati, usando le parole di Zoja, in uomini che non hanno scelto di adottare consapevolmente il proprio figlio.

Luigi Zoja non fornisce ai padri consigli comportamentali, il suo libro si limita solo a percorrere la strada che ha portato i padri fino ai giorni nostri. Per me rappresenta un libro al quale sono molto legata e consiglio la lettura ovviamente a tutti gli uomini che sono padri, alle madri, ed anche ai figli per comprendere meglio le difficoltà del ruolo genitoriale.

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