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Tinture in gravidanza: come fare?

“Specchio specchio delle mie brame, chi è la mamma più bella del reame?”. Dopo questa frase, si spera che in coro figli e marito gridino il nome della loro donna di casa, che dopo aver trascorso una giornata piena di impegni, si mantiene bella per la sua famiglia. Un’ardua impresa che però alla fine riesce quasi sempre, in fondo basta posare la pinza e sciogliere la chioma per esser seducenti agli occhi del compagno e materna a quelli dei propri pargoli. Allora visto che è nell’indole femminile essere sempre ben curate, perché durante i famosi 9 mesi, non si possono fare delle tinte ai capelli per coprire la ricrescita, o semplicemente per avere un look sempre perfetto?

La paura maggiore per le future madri è che le sostanze all’interno delle varie colorazioni, possano passare attraverso i vasi sanguigni, presenti nel cuoio capelluto, raggiungendo la placenta e che quindi queste, essendo potenzialmente nocive, arrivino al bambino. La maggior parte dei prodotti di marca sono però riconosciuti dal comitato scientifico europeo e quindi risultano sicuri. Ovviamente dipende sempre dall’uso che si fa della tinta quindi dalla frequenza mensile o anche settimanale in cui questa viene adoperata sulla radice delle donne incinte.

Il contatto della tintura sulla cute di una futura madre non deve superare la mezz’ora ed è preferibile evitarla del tutto per i primi 3 mesi. Invece i vari trattamenti aggressivi quali ammoniaca o qualsiasi tipo di colorazione ad alto volume non sono certamente consigliabili, alcune sostanze presenti potrebbero procurare nei 9 mesi allergie alla cute, gonfiori, pruriti e altro. Molto utile chiedere al proprio parrucchiere di fiducia di effettuare un test cutaneo prima di fare comunque una colorazione.

Anche se come abbiamo già spiegato, la maggior parte dei prodotti sono sicuri, non è mai un male cercare di tutelare il proprio figlio e se stesse tramite alternative alla colorazione. Se si è bionde e alla chioma dorata proprio non possiamo rinunciare, e allo stesso tempo non si vuol rischiare, per ovviare al problema è possibile fare dei colpi di sole o delle meches che non toccano la cute in quanto la ciocca di capelli viene posta su carta argentata e poi colorata, oppure viene usata la cuffia e anche in questo caso si può star tranquille. Ma in commercio esistono anche colorazioni specifiche vendibili in erboristeria: sono ecologiche e sicure.

Ciò che è stato spiegato per le tinture durante la gravidanza, vale anche per il periodo dell’allattamento. Per questo, chi ha rinunciato alla colorazione drasticamente e crede che dopo circa un anno e mezzo può tornare a dipingersi la chioma rosso fuoco o biondo platino, deve anche fare i conti con i cambiamenti ormonali che sono avvenuti nelle donne dopo la gestazione e l’allattamento. E’ molto possibile che chi prima di avere un figlio riusciva a fare una decolorazione al capello tale da esser scambiata per una svedese, a causa della lucentezza della chioma, non riesca poi più a tollerare sulla cute prodotti così forti.

Resta comunque sicuro prestare attenzione a ciò che viene utilizzato, avvertire subito il proprio, si spera onesto, parrucchiere di ogni sintomo che anche una semplice maschera ricostituente può provocare. Altrimenti, chi non si fida delle tinture in gravidanza, può mantenere la ricrescita, come ha fatto Shakira e pure Ilary Blasi, che col pancione e la linea nera sul capello biondo ha fatto lo stesso molta tendenza.

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