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Il terrore notturno: cos’è e come intervenire

Il terrore notturno o “pavor nocturus” è un disturbo tipico dell’età pediatrica. Solitamente compare tra i due anni e gli otto/nove anni di età. Vediamo in cosa consiste e come intervenire se colpisce anche il nostro bambino.

Il pavor nocturus si manifesta nel cuore della notte in modo inaspettato e dirompente. Il bambino si sveglia di soprassalto e comincia a piangere, ad urlare e a disperarsi. Può avere gli occhi spalancati o chiusi ma appare poco reattivo agli stimoli che lo circondano, può cercare ad esempio la mamma con la voce e il pianto, averla di fronte a sè e non “vederla” anche se quest’ultima risponde ed interagisce con lui.

Non si tratta di sonnambulismo o come spesso si crede di un incubo ma è un parziale risveglio dal sonno profondo che non lascia traccia nella memoria del bambino che il giorno dopo non ricorda nulla di quanto accaduto.

Durante le sue manifestazioni il piccolo manifesta una forte agitazione, sudorazione, tachicardia e respiro accelerato. Può restare a letto o addirittura alzarsi e camminare evitando ostacoli e oggetti che incontra durante il suo percorso. L’episodio può durare da pochi minuti fino ad una mezz’oretta.

In questi casi il genitore o coloro che si prendono cura del bambino devono evitare di svegliarlo, ma assecondarlo e fare in modo che rientri nel suo lettino o che si calmi contenendolo, rassicurandolo e sussurrandogli dolcemente di calmarsi.

Ovviamente vanno attuate misure di sicurezza in casa chiudendo bene la porta, togliendo la chiave ed evitando di lasciare per terra oggetti che potrebbero far inciampare il piccolo, farlo cadere o fargli far del male.

Dal momento che le cause non sono ancora chiare ed evidenti evitiamo che durante il giorno il bambino sia iperstimolato perché questo rappresenta uno dei fattori che influisce maggiormente sulla manifestazione degli episodi. Questi ultimi possono anche essere dovuti a febbre, stress, detenzione vescicale e deficit di sali minerali. In ogni caso non c’è da preoccuparsi perchè non è una patologia e senza una cura specifica il disturbo scompare da solo con il passare del tempo.

 

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