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Spasmi affettivi: cosa sono e come comportarsi

Succede che il bambino, di solito durante un capriccio, un pianto disperato o magari come conseguenza di una caduta, abbia trattenuto il respiro. La situazione di apnea dura alcuni secondi, poi tutto torna alla normalità, salvo il grande spavento dei genitori. In medicina si chiamano spasmi affettivi (o apnee affettive), vediamo esattamente in cosa consistono e come è più opportuno comportarsi.

Gli spasmi affettivi sono manifestazioni causate dalla perdita temporanea di respiro conseguente ad una situazione di disagio o di rabbia. L’età di insorgenza è tra i 6-8 mesi ed i 3 anni ed interessano circa il 5% dei bambini. A seguito perciò di pianto acuto vengono prodotti movimenti di irrigidimento, arresto del respiro e breve perdita di coscienza.

Gli spasmi affettivi avvengono sempre in ragione di una qualche frustrazione. Nei bambini più piccoli possono essere una reazione automatica e non consapevole ad un disagio o ad un dolore; nei bimbi più grandi è più facile che si tratti di una reazione “a comando” del tipo: se faccio così la mamma mi ascolta e mi accontenta.

Il carattere della manifestazione desta grande paura nei genitori, e i piccoli lo sanno bene! Il consiglio che gli esperti danno è però quello di non mostrarsi spaventati dagli episodi di apnea affettiva e, per quanto possibile, cercare di far finta di nulla. In questo modo il bambino capisce che non è con questi sistemi che si ottiene l’attenzione della mamma.

Se invece si tratta di un bambino piccolo e la sua reazione è automatica, il consiglio è quello di soffiare sul viso del piccolo o spruzzargli sopra un po’ di acqua, in modo da far cessare l’apnea e ritornare il respiro. Anche in questo caso è fondamentale mostrarsi il più possibile sereni e tranquilli, per infondere al bambino sicurezza.

Il timore maggiore dei genitori è che questi episodi possano essere causati da altre patologie, come l’epilessia, la presenza di disturbi cardiaci o l’iperattività. Come abbiamo già detto gli spasmi affettivi sono provocati da un episodio di forte pianto o rabbia, e questo è l’elemento principale che lo distingue da altre patologie dove le crisi avvengono anche quando il piccolo è calmo oppure dorme. Tuttavia è opportuno, se l’episodio dovesse verificarsi un’altra volta, portare il bambino dal pediatra.

E’ molto importante che i genitori non enfatizzino l’episodio, ricordando che gli spasmi affettivi non sono pericolosi, non provocano danni al cervello e tendono a passare da soli con la crescita del bambino.

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