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Seconda Settimana di gravidanza: cosa sta cambiando nel vostro corpo

La Seconda Settimana di gravidanza è quella in cui la Blastocisti è impegnata nella fase di impianto all’interno dell’utero. L’annidamento infatti dura circa una settimana e termina quindi 14 giorni dopo la fecondazione.

Come abbiamo visto, già nell’ultimo giorno della Prima Settimana di gravidanza, la Blastocisti ha concluso il suo percorso lungo le tube ed è arrivata nell’utero, composta da circa 100 cellule. Qui dal 6°-7° giorno dalla fecondazione comincia già il processo di impianto.

L’impianto avviene normalmente sul fondo dell’utero, ma potrebbe avvenire anche sulle pareti laterali o in prossimità dell’orifizio uterino. In questi casi potrebbe svilupparsi una placenta previa, una placenta cioè che si pone vicino all’orifizio interno della cervice uterina, talvolta addirittura occludendolo in parte o totalmente, configurando così una gravidanza a rischio.

Se invece l’impianto avviene malauguratamente nel canale cervicale dell’utero, nelle tube, o al di fuori dell’utero, si parla di gravidanza ectopica , ossia gravidanza “fuori sede” che rende impossibile il prosieguo della gestazione.

La Blastocisti è costituita da due parti anatomo-funzionali: una esterna chiamata trofoblasto che diventerà placenta ed una cavità interna piena di liquido e cellule che diventeranno liquido amniotico ed embrione.

Il sincizio-trofoblasto si appiattisce per aderire alla mucosa uterina, dopodiché secernendo enzimi litigi vi si aggancia con le sue estroflessioni e comincia a “scavare” nell’ endometrio dell’utero, “digerendone” le cellule grazie all’azione enzimatica.

In questo modo le piccole radici del sincizio-trofoblasto non solo riescono a penetrare la mucosa ma anche a utilizzarla come nutrimento per crescere. Attorno alla sede di impianto si forma un tappo di fibrina, una proteina in grado di coagulare il sangue. Una sorta di chiusura di protezione.

La radici penetrate formano delle lacune e quando entrano a contatto con i vasi sanguigni materni e riescono ad erodere anche le pareti di questi vasi, entrando direttamente a contatto con il sangue materno, che invade le lacune.

Se la pressione materna subisce uno sbalzo in questa fase, é possibile che le lacune vengano letteralmente inondate di sangue fino a rompere il tappo di fibrina, provocando così un leggero sanguinamento: le cosiddette perdite da impianto, che possono essere tranquillamente confuse con un principio di mestruazioni, dato che ci troviamo al 28° giorno di ciclo quando si conclude il processo di annidamento.

I segni e i sintomi di questa fase sono quindi possibili perdite ematiche lievi, a volte solo macchioline rosa, dolori pelvici simil-mestruali, tensione mammaria e nel 50% delle gravidanze si avverte anche uno sgradevole senso di nausea.
Alcune donne riferiscono anche di sentire a livello emotivo che un importante cambiamento sta avvenendo nel loro corpo.

Ma per lo sviluppo vero e proprio dell’embrione dentro di voi sarà necessario attendere la terza settimana.

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