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Quanto dorme un bambino da 0 a 6 mesi?

Guardatelo: non è meraviglioso (o meravigliosa?) mentre dorme così pacificamente? E allora perché ha pianto e strillato per un’ora prima di crollare? Da una parte un neonato deve ancora interiorizzare lo svolgersi del giorno e della notte. Dall’altra, dormire, per lui, è un’attività da imparare e… dovrete insegnargliela voi.

Quello che vi racconterò in questo articolo è come ho imparato a conoscere il sonno di mia figlia e, soprattutto, come è evoluto nei suoi primi  mesi di vita. E’ una storia che rappresenta la nostra vicenda, naturalmente, ma potrete confrontarla con le vostre per monitorare quanto dorme un bambino da 0 a 6 mesi di vita.

Nell’ultimo mese di gravidanza sono stata messa a riposo forzato: un pieno di energie prima dell’arrivo della piccola. Cosa facevo tutto il giorno? Leggevo: siti, giornali, libri, appunti dal corso preparto. Tutto quello che potesse insegnarmi qualcosa. E l’argomento principe delle mie letture era il sonno del neonato… Volevo capire come e quanto avrebbe dormito la mia bambina nei suoi primi mesi di vita.

In un libro ho trovato una cosa che mi sembrava interessante: gli autori consigliavano di realizzare su un quaderno, in modo artigianale con matita e righello, una tabella raffigurante i singoli giorni della settimana e tutte le 24 ore del giorno e della notte. Il consiglio era di appuntare su questo grafico l’alternarsi delle ore di sonno e di veglia del neonato: decisi che avrei compilato giorno dopo giorno lo “schema del sonno” di mia figlia.

Riguardando il quaderno dove ho disegnato questo schema del sonno vedo che ho resistito solo quattro giorni. Successivamente ho cominciato ad appuntarmi le giornate tipo di mia figlia considerando sonno, veglia, pappa e passeggiate.

Nei primi giorni di vita il sonno della bambina era imprevedibile: è nata alle 22.02 e, nella notte e nel giorno successivo ha dormito in queste fasce orarie: dall’1 alle 5, dalle 7 alle 8, dalle 10 alle 11, dalle 14 alle 16, dalle 17 alle 18.30, dalle 20.30 alle 22.

A quattro giorni, considerando la giornata dalle 00 alle 24, ha dormito da mezzanotte alle 5.30, dalle 8.30 alle 10.30, dalle 13 alle 14, dalle 17.30 alle 18.30, dalle 19 alle 20 e dalle 23 alle 24. Quello che si può dire è che spesso il neonato si addormenta (felice) subito dopo le poppate, che sono frequentissime. La mamma deve approfittare dei suoi pisolini per riposarsi e cercare di recuperare energie.

Ecco l’andamento del sonno della mia bambina a due settimane (la giornata è scandita dalle 00 alle 24): nanna dalle 00 alle 2.30, dalle 5 alle 7, dalle 8.30 alle 10.30, dalle 11.30 alle 12, dalle 14.30 alle 16, dalle 18.30 alle 19.30, dalle 20.45 alle 22.30. Le ore mancanti come vengono riempite? Beh… poppate, poppate, poppate, qualche passeggiata, strategie varie per arginare le colichette ed, eventualmente, un pasto per i genitori.

Già dopo pochi giorni dal rientro a casa abbiamo cominciato a spezzare la giornata giorno/notte e a creare una piccola routine del sonno utilizzando il bagnetto a fine giornata. Per noi è stata una buona opzione, consigliata da esperti del sonno, su tanti libri e articoli, ma anche da pediatri e amici. Al compimento del suo primo mese di vita l’abbiamo messa a dormire nel suo lettino, dalla cullina, ma sempre in camera nostra. Ho sempre resistito a portare a letto con noi la bambina perché ero letteralmente terrorizzata dall’idea di poterla schiacciare o soffocare.

Quanto dorme un neonato di due mesi? In base alla mia esperienza, ecco una possibile giornata tipo di pisolini: dalle 00 alle 4.30, dalle 5.30 alle 8.30, dalle 10.30 alle 11, dalle 12.30 alle 13.30, dalle 14.30 alle 15.30, dalle 16.50 alle 17.50, dalle 22 alle 24. Le ore a livello di quantità sono all’incirca 12, ma si comincia a vedere, già a questa età, una possibile abitudine al sonno: nel nostro caso, la bambina ha dormito filato per diverse ore di notte. A quest’epoca abbiamo cominciato a utilizzare il ciuccio per favorire il rito del sonno, in modo particolare la sera. Questi ritmi sono andati avanti più o meno fino ai 3 mesi e mezzo.

Per addormentarla, inoltre, sia il giorno che la sera, avevo cominciato a utilizzare il “fagottino”, a volte noto come “cicognino” (lo vedete nella gallery): in sostanza, si tratta di avvolgere il neonato in un piccolo lenzuolo o copertina, come si vede in tante raffigurazioni della Natività per esempio. E’ quello che si intende con “bambino in fasce”: in questa situazione, mi è stato spiegato dal Consultorio, il bambino si sente protetto, sicuro e ricorda la vita nel pancione. Devo dire che favorisce anche il rilassamento! Sempre a questa età ho gradualmente individuato una unica ninna nanna da utilizzare solo la sera: una canzone di Jovanotti di qualche anno fa, Stella Cometa.

Ecco una data che mio marito e io non dimenticheremo mai: non è l’anniversario di nozze, ma la prima notte che nostra figlia ha dormito 8 ore senza svegliarsi. A noi è capitato quando la bambina aveva quasi quattro mesi: dalle 22.15 alle 6.15. A quest’epoca l’abbiamo spostata, con naturalezza, nella sua cameretta.

Tra i 4 e i 6 mesi il sonno della nostra bambina si è andato ulteriormente regolarizzando – con gli alti e i bassi legati a denti, raffreddori e tossi – arrivando a circa 10 ore nel corso della notte e 3/4 ore nel corso del giorno, approssimativamente un paio d’ore la mattina e un paio d’ore nel pomeriggio.

Se potessi consigliare un’amica su come aiutare un neonato a imparare a dormire direi che l’esperienza della mia prima figlia mi ha insegnato che, prima di tutto, il sonno di un bambino di poche settimane è imprevedibile e va assecondato; in secondo luogo ho capito che un bambino che dorme il giusto quantitativo di ore durante il giorno, dormirà meglio anche di notte, a differenza del suggerimento che danno ancora in tanti di “tenere sveglio un bambino di giorno in modo che dorma la notte”.

A fatica ho imparato ad aspettare qualche istante, la notte, quando la sentivo cominciare un pianto da risveglio: dico “a fatica” perché l’istinto di alzarsi, carezzare la piccola, darle il ciuccio immediatamente è duro da combattere. Eppure, spesso, dopo un minuto o poco più (ma sentir piangere il proprio bambino per un minuto può sembrare eterno) ho capito che nella maggior parte dei casi si sarebbe riaddormentata da sola. Devo dire, poi, che mi hanno molto aiutata a dare un ordine al suo sonno le passeggiate che riuscivo a fare durante il giorno, soprattutto tra i 4 e i 6 mesi: l’ondeggiare della carrozzina ha favorito e normalizzato i suoi pisolini diurni.

Fateci sapere come vanno le vostre prime notti con il bebè. (Spero che non vi sia venuto troppo sonno a leggere questo articolo! :))

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