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Quali sono i rischi dell’Herpes in gravidanza?

L’herpes simplex è un infezione molto comune che interessa l’epidermide e le mucose. Si trasmette da persona a persona attraverso contatto fisico e sessuale e rimane latente nell’organismo riattivandosi ogni qual volta si verifichi un calo delle difese immunitarie.

L’herpes simplex di tipo I si manifesta attraverso vescicole peri-labiali. Il suo esordio è caratterizzato da un lieve pizzicori accompagnato da calore sull’epidermide nel punto interessanti seguito in pochi giorni da una eruzione cutanea vescicolare.

L’herpes simplex di tipo II invece, meno comune, si trasmette attraverso i rapporti sessuali e manifesta sull’epidermide e sulle mucose nella zona genitale.

Un herpes genitale in fase attiva potrebbe essere trasmesso al feto nell’80% dei casi durante il passaggio nel canale del parto e solo nel 20% dei casi per via trans-placentare. In caso di infezione congenita si manifesterebbe alla nascita dopo 2-12 giorni un quadro clinico molto grave denominato poliviscerite erpetica, con emorragie intestinali, ittero ed epatite, danni al pancreas al rene e all’encefalo, vescicole, stati febbrili acuti e distress respiratorio.

Questa evenienza viene scongiurata praticando il taglio cesareo laddove si diagnostichi un herpes genitale attivo nel III trimestre di gravidanza.

La diagnosi di herpes si effettua grazie al dosaggio degli anticorpi con un test chiamato complesso TORCH, che viene praticato più volte nel corso della gravidanza e che rientra nelle prestazioni sanitarie gratuite anche in fase preconcezionale, qualora si stia pensando di programmare una gravidanza.

In caso di assenza di anticorpi IGg in fase pre-concezionale infatti si può pensare di fare un vaccino per ridurre il rischio di contagio in gravidanza. La trasmissione materno-fetale infatti avviene più facilmente se si tratta di prima infezione contratta in gravidanza piuttosto che di una sua riattivazione.

Nel caso in cui l’herpes virus sia già presente prima della gravidanza in fase latente il rischio di contagio fetale non è alto, ma bisogna evitare comportamenti sessuali a rischio e cercare di mantenere alte le difese immunitarie onde evitare che il virus si riattivi. L’alimentazione sana in tal senso è sicuramente un grande aiuto. In particolare limitare noci nocciole, frutta secca in generale, zuccheri raffinati e cioccolato, tutti cibi che contengono arginino, una sostanza ritenuta in grado di favorire la riattivazione del del virus

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