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Il momento del bagnetto: dolce tragedia per i più piccoli

Il primo bagnetto fa parte di quei momenti immortalati e custoditi nell’archivio fotografico di ogni bebè. Mentre il bambino piangente e impaurito viene messo  per la prima volta in una bacinella colma d’acqua, madre e padre scattano foto con una mano, mentre con l’altra, iniziano la sua toeletta. Il primo lavaggio avviene subito dopo  la caduta del moncone ombelicale ed è opportuno garantire il massimo del comfort al piccino durante il bagnetto.

Prima di procedere preparare: spugnetta, asciugamani, accappatoio, vestiti di ricambio, body, calzini, pannolino, cremine, oli dopo bagno, pettine ed eventuale asciugacapelli a portata di mano così che il bebè non prenda freddo una volta fuori dall’acqua. La temperatura della casa deve essere attorno ai 23°C mentre con un termometro misuratela nella bacinella dove dovrebbe essere intorno ai 29-35°C. Altrimenti si può sempre misurare la temperatura immergendo un gomito in vasca usando così il classico e buon “metodo della nonna”. Non dobbiamo poi dimenticare di sostenere con una mano la testa, la nuca e le spalle così che restino sopra il livello dell’acqua; ancora fondamentale per la sensibilissima pelle del bebè è poi l’uso di saponi e vari altri prodotti delicati e specifici per la pulizia del corpo.

Intorno al sesto mese essendo i bimbi ormai grandicelli per la bacinella, si può finalmente fare il bagnetto in una vera vasca. Il figliolo essendo cresciuto, generalmente mostra una maggiore avversione nei confronti dell’acqua rispetto a quando era più piccino. Così a volte paperelle di gomma, barchette, musichette o ancora bolle di sapone possono aiutare, altre invece no, quindi il genitore per far sconfiggere la paura dell’acqua può entrare in vasca assieme al bambino. Più cresce, più suda, più si sporca e di conseguenza lavarsi diventa una sana e giusta abitudine quotidiana.

Il bagnetto diventa un rituale scomodo per i genitori e antipatico per i figli. Il supplizio della vasca si può cambiare in una più veloce doccia, ma non è detto che funzioni, come anche fare sport  come il nuoto sin da piccolissimi. Lavare capelli e corpo deve essere un gioco per i bambini, ma specie d’inverno, la sola idea di denudarsi può terrorizzarli, per non parlare del senso di pudore che attorno ai 5-6 anni inizia a subentrare soprattutto nei maschietti.

In piscina o in spiaggia, il bambino contrariamente, si può mostrare coraggioso sfidando la paura dell’acqua del rubinetto con quella cristallina del mare oppure può mantenere  sempre la sua idrofobia.  Al genitore il compito di tranquillizzarlo, ed accompagnarlo in ogni tipo di immersione. L’igiene orale è fondamentale e va insegnata e seguita sin da piccoli, perciò è anche opportuno che una volta fatto il bagnetto si passi ad una pulizia più accurata anche delle unghie, che con apposite forbicine per bambini devono esser tagliate dato che crescono molto velocemente, da qui il via ad una nuova tragedia.

Fare il bagnetto e lavare i capelli, soprattutto per le femminucce, diventa una procedura molto lunga. Il phon acceso, che una volta faceva anche da ninna nanna, oggi diventa un vero nemico, si scappa dall’asciugacapelli e solo dopo vari tentativi si riesce finalmente ad asciugare la chioma delle bimbe. Da piccoli farsi lavare diventa in molti casi una forzatura che deve avvenire necessariamente dopo il parco e abitualmente ogni giorno. Pianti e urla generalmente accompagnano il lavaggio, ciò che consola un genitore può essere la speranza che una volta grande il figlio ne capisca la giusta importanza.

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