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Mio figlio voleva un cucciolo e io ho risposto no: ecco perché!

Cari papà, care mamme, prima o poi i vostri figli vi faranno la fatidica richiesta: voglio un cucciolo! Che sia un cane, che sia un gatto, un criceto o un coniglietto, non importa, perché tutti i bambini prima o poi chiedono di poter avere un amico peloso tutto per loro. Ora, se siete di quelli amanti degli animali e già possedete un amico a quattro zampe, la soluzione è semplice, ci si stringe un po’ per far spazio al nuovo componente della famiglia, e il gioco è fatto! Tutti felici e contenti, come prima e più di prima. Ma come la mettiamo se siete di quelli che come politica personale hanno sempre abbracciato l’idea che: “un animale in casa, assolutamente no”?.

Vi dico da subito che in questa seconda categoria rientro anche io. Voglio subito puntualizzare, per rispetto di tutto il mondo animale, che il mio non era un “no” propriamente discriminatorio. Anzi, ho avuto un cane, un gatto, un coniglietto e qualche decina di pesciolini rossi nel periodo che va dall’infanzia e l’adolescenza. Poi però, dal matrimonio in poi ho deciso che poteva bastare. I motivi sono diversi, e spaziano da quelli di stampo altruista a quelli (beh! si lo ammetto!) totalmente di matrice egoistica!

Anche perché prendendo un cucciolo, inevitabilmente hai un altro essere umano da curare, e non è giusto essere superficiali. Come è ingiusto ad esempio, secondo me, tenere i cani chiusi in casa, o in balcone. Come non è giusto quando sai che non ci sei mai e decidi di prenderti un gatto con la consapevolezza che resterà solo tutto il giorno e che magari la sera sarai troppo stanco per prestargli attenzioni. Perché la verità è che state adottando un essere vivente, non comprando un giocattolo!

Io, a dir la verità, a parte questi nobili motivi, ammetto di avere anche altre motivazioni, paranoie più che altro. Ad esempio, non sono pronta psicologicamente a sapere di dover portare fuori un cane quattro o cinque volte al giorno, anche d’inverno, quando all’esterno c’è un temperatura di -2. Oppure non riesco a gestire lo stress di dover organizzare le vacanze, tenendo conto anche delle esigenze di un cucciolo. E poi, non è nemmeno da sottovalutare l’aspetto economico, perché tra tolettatura, veterinario, crocchette e scatolette, mi sa che a fine mese, viene un bel conticino!

E poi già so come va a finire, tutti crocerossine i primi giorni. Dopo di che, chi lavora, chi va a scuola, chi in palestra e il paccotto resta a me, che da sola me lo devo sbrigare! Non fraintendetemi, non sono una strega cattiva, è che so già che tra la miriade di cose da fare e a cui badare giorno per giorno, non saprei proprio come metterla con guaiti e cacchette in ogni dove.

Per non parlare poi delle psicosi da mamma asettico/disinfettante con cui mi trovo a fare i conti. So benissimo che gli anticorpi sono importanti, e so altrettanto bene che a volte sono i cuccioli a dover temere infezioni da parte nostra e dei nostri ambienti “umani”, ma la verità è che mi viene il prurito a pensare che i bimbi possano venire a contatto con bava, escrementi, pulci e peli.

E poi, noi non abbiamo giardino, e non viviamo nemmeno in una zona dove è possibile passeggiare con un cane perché casa nostra affaccia direttamente sulla strada. I gatti, nemmeno a parlarne, perché graffiano. Ultima motivazione e non meno importante, ho paura che le mie piccole pesti, giocando, possano fargli del male! Quindi alla richiesta di un cucciolo, mi spiace bimbi miei, ma vi troverete a dover fare sempre i conti con un bel: No!…a meno che non si tratti di un pesciolino!

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