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”Mi leggi una storia?”: il momento della lettura mamma e figlio

”Mamma, mi leggi una storia?”. E’ questa una delle frasi che i miei bambini pronunciano più spesso, e che io adoro ascoltare ogni volta…a dir la verità la mia risposta è sempre più entusiasta, per prima cosa perché amo leggere ed ho cercato da sempre di trasferire a loro questa mia passione , e poi perché quei momenti che passiamo insieme, durante la lettura di un libro, sono praticamente indimenticabili. Dovendo tornare alle origini, ricordo che leggevo loro storie, anche mentre erano nel pancione. Mi piaceva sapere che da lì dentro, cominciavano ad abituarsi al suono della mia voce, non nel tono normale, ma cadenzato, rilassante e rassicurante.

Si, perché il feto dal pancione, si sa, ascolta! e ho letto da qualche parte l’intervista ad un medico il quale asseriva che abituando alla lettura i bambini fin dal periodo gestazionale, questi avevano un migliore sviluppo cognitivo. Però, mica male per un po’ di ‘carta stampata’!. Io comunque, inconsapevolmente, l’ho fatto e devo essere sincera, i miei figli sono intelligenti al pari degli altri bambini (quindi, mi spiace deludervi, ma niente piccoli geni e bimbi prodigio).

Nutrono, in compenso, un amore viscerale per la lettura ed hanno una spiccata ed impressionante curiosità per il mondo circostante, in tutte le sue migliaia di sfaccettature. Questo almeno, li rende persone attive, capaci di proiettarsi lontano, anche solo con la loro fervida immaginazione. Questo è importante nella vita, secondo me. Conoscere più cose, storie, culture, punti di vista possibile, per diventare adulti migliori.

Io, oggi, scelgo con loro i libri da leggere. La tappa mensile in libreria è diventata una routine. Li adoro tra quegli scaffali!. Fanno confusione è vero, toccano tutto, chi ha portato suo figlio in libreria almeno una volta, lo sa. La paura che strappino rompano, vengano richiamati all’ordine e al silenzio…si sa, è dietro l’angolo! Anche i miei i primi tempi non facevano che scorrazzare avanti e indietro, e lo fanno ancora, ma è normale, è quello il bello, sono bambini.

Ma volete mettere la soddisfazione di sentirmi tirare l’estremità del maglione e vedere quel cosino alto un metro che a due anni mi fa: ”mamma ‘toria”. E si, il più piccolo me lo chiede spessissimo, ed io qualsiasi cosa sto facendo, lascio. Mi siedo con lui sul tappeto in cameretta, apro il libro e comincio a raccontare. Ovviamente per tenere desta la sua attenzione, mi limito a raccontare le figure man mano che giro le pagine, mimando, facendo facce buffe…e lui ride, ascolta, sta buono per tutta la durata del racconto.

Con i più grandi è diverso, loro hanno le loro storie preferite, e con loro leggo, e commentiamo tra una pagina e l’altra, divertendoci ad ipotizzare come andrà a finire o come sarebbe dovuto essere il finale della storia, quando rimaniamo delusi da quello reale. I miei piccoli, adorabili, lettori. Il più grande mi fa morire quando imita il mio modo di leggere anche durante le letture dei compiti sul libro di italiano.

Il secondo poi, lui si che è una vera birba! E’ una fonte inesauribile di energie, un peperino. A detta di tutti, maestre comprese! Ma sapete come, il più delle volte lo tengo a bada? E si, proprio così, leggiamo insieme un libro. Si, perchè credo che in quel momento si compia una sorta di magia. Si sentono il centro di un mondo.

Quel mondo che essi stessi si costruiscono con la fantasia e con il nostro aiuto. Per questo non avvertono solitudine, gelosia, pressione, tensione. Una specie di camomilla istantanea, e vi giuro che no accade neppure mentre guardano i cartoni animati. Sono momenti in cui siamo tutti insieme, nessuno litiga e tutti sono felici e spensierati.

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