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Mamme bugiarde a fin di bene

Siamo le prime a sgridare i nostri figli quando dicono le bugie, a volte accompagniamo il nostro rimprovero con la classica filastrocca un pochino inquietante che fa: “Chi dice le bugie non è figlio di Maria”, e poi alla fine sedute con le altre madri, dinanzi ad un caffè, diciamo o sentiamo dire menzogne su qualsiasi argomento. Peggio ancora è raccontar frottole alla propria prole, perché se poi si vien scoperte, agli occhi dei figli si passa dalla parte della Fata Turchina a quella di mamma Pinocchio. Giustifichiamo così il nostro comportamento, ritenendo che quelle dette ai bambini il più delle volte risultano essere Bugie Bianche quindi prive di cattiveria e con il solo fine educativo.

Ma partiamo da ciò che le madri si raccontano quando si incontrano: in un gruppo di donne c’è sempre quella che mente spudoratamente su qualche sua dote o del figlio, sparlando poi di chi manca e pavoneggiandosi sulle altre. Questo tipo di madre bugiarda è quella più antipatica perché riesce a sminuire le altre facendo venire complessi a genitrici di per se insicure di carattere. Molto spesso apparire è più importante che essere quindi ecco che raccontar frottole alle amiche diventa una vera esigenza sfrenata, fino a quando poi si viene scoperte e quindi magari etichettate con il giusto appellativo di bugiarda.

Quando invece sono i nostri figli a ricevere una serie di fandonie o leggende, che comunque hanno fatto crescere anche noi madri, la situazione cambia. Basta ricordare la bugia mondiale che da sempre si racconta quando si diventa genitori ossia quella su Babbo Natale. E’ bello far credere che esista un uomo con barba e slitta pronto ad accontentare i desideri dei bimbi buoni. Questa è una storiella a doppio taglio perché se da un lato viene detta per la gioia dei bambini, viene anche usata dai genitori come ricatto per tutti i mesi che ne anticipano l’avvento. Ancora la leggenda tramandata in generazioni e generazioni della fatina dei denti che porta un soldino al bimbo che perde i dentini da latte. Questo tipo di bugie universali sono comunque piacevoli agli occhi dei più piccini che non vorrebbero mai scoprire che dietro ai regali della Befana o di Babbo Natale, si nascondono in realtà i propri genitori, e guai a chi si azzarda a spifferare la verità ai piccoli creduloni.

Tradizionali sono le storielle per far mangiare i bambini. Una madre bugiarda sa bene che le verdure sono poco gradite e perciò raccontare che se mangiate si diventa forti come Hulk è abbastanza noto. Ancora sempre restando sul tema mangiare è risaputa quella che se si ingoiano i semi di vari frutti, nel pancino si formerà un albero di ciò che si è ingerito. Per non parlare di quando si va al ristorante e il figliolo vuol scappare fra i tavoli, per intimorirlo si racconta che l’ignaro cameriere controlla se il piatto del discolo è vuoto altrimenti è autorizzato a metterlo in castigo. Poi ci sono le fandonie dette per ricevere un pochino di privacy, i genitori rassicurano il figlioletto la notte raccontandogli che anche loro stanno andando a dormire e che tutto il mondo sta facendo la dolce ninna. Ma ricordiamo anche le frottole per evitare che il piccolo tocchi oggetti o parti del suo corpo come naso o genitali e che sono poi a seconda della fantasia del genitore. Infine ci sono le classiche bugie che coinvolgono le forze dell’ordine, pronte ad intervenire per ogni capriccio del bambino.

Insomma anche se non è bello dare l’esempio ai propri figli sulle bugie, si deve ammettere che queste definite bianche, sono molto utili per alcune circostanze. L’importante è che le note frottole non spaventino i bambini prima di andare a letto o peggio ancora che indottrinino insicurezze e pregiudizi infondati sulle razze. Una fra tutte è quella dell’uomo nero che fa spaventare i figlioli che a causa di questa calunnia si tengono a distanza dalle persone di colore. Le madri bugiarde devono solo raccontare storielle finalizzate ad un corretto e simpatico sviluppo, siamo tutti cresciuti con racconti più o meno simili a quelli scritti sopra e oggi da adulti le ricordiamo e le riproponiamo ai nostri figli creando così leggende di famiglia tramandate per lo più oralmente fra le generazioni andando a formare un bellissimo patrimonio parentale personale.

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