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Mamma artista: da uno a due, il potere della maternità

Angela se l’è sempre dovuta cavare da sola, figlia di ragazza madre e cresciuta con questa mamma tanto amata, ma anche tanto giovane quando lei nacque, e dai nonni materni che le hanno dato anch’essi tanto amore e valori (nonno partigiano).

Il padre l’ha conosciuto a quasi 25 anni, il tempo di scoprirne in pochi giorni i difetti e la fanfaronaggine e la voglia di divertirsi che avevano forse anche conquistato sua madre un tempo; poi lui è ripartito per il Brasile con la nuova moglie dei 50 anni.

Angela è nata da un amore interpolitico di quelli che nascono nelle Università politicizzate come appunto quella di Bologna. Figlia di una passione tra una giovane militante di sinistra e un ragazzo fascista negli anni della Pantera: movimento studentesco di fine anni ’70.

Fin da piccola ha dimostrato di avere un animo artistico e dopo il liceo artistico ha scelto una scuola di specializzazione in visual art ad Urbino, un corso post-liceo non comparabile con l’Università per titolo, ma che offre tanti laboratori, esperienze pratiche per sperimentare fin da studenti la creazione di propri lavori artistici, in tutti i campi: fotografia, pittura e che fanno davvero capire che anche quello dell’artista è un lavoro vero e proprio, fatto di tecniche, conoscenze culturali e tante diverse professioni serie a cui potersi dedicare.

Cosa ha il lavoro dell’artista di diverso da quello dell’ingegnere, dell’avvocato, del professore? Nulla, solo l’idea che non sia lavoro, ma che l’artista sia solo uno con la testa fra le nuvole.

Angela non ha mai avuto la testa tra le nuvole. Prima di finire la scuola a Urbino si è trasferita a Milano per iniziare a lavorare nella fotografia per la moda, e qui l’ho conosciuta io. In uno dei lavoretti precari che facevamo entrambi, mentre cercavano i nostri posti nella “gran’ Milan”: io nel campo del giornalismo, lei nel campo della moda.

Forse il non aver mai avuto un padre presente è stata una delle cause della sua turbolenza vita sentimentale; Angela bellissima e intelligente, ha avuto tanti fidanzati, uomini che sono impazziti per lei, ma le sue storie non riuscivano mai a superare l’anno di durata.

Una volta mi racconto questo in lacrime, dopo la fine di un’ennesima grande storia d’amore, che non aveva superato la barriera della durata solita. Non si è mai vista moglie, compagna fissa per nessuno Angela: figurarsi madre!

Ebbene tutte cambiamo e anche per lei è stato così. E’ arrivata una gravidanza inaspettata mentre viveva ad Amsterdam grazie a una borsa di studio per artisti della durata di 3 anni, lì ha conosciuto Giorgio, anch’esso scultore e artista italiano in Olanda per studiare.

Ha annunciato la sua gravidanza mettendo come foto del suo profilo FB il quadro la Madonna del Parto di Piero della Francesca. Ricordo ancora i commenti increduli piovuti a pioggia da parte di tutte le amiche sparse per il mondo che avevano capito anche senza parole.

E’ così la Angela giramondo, che è sempre stata individualista e dedicata alla sua carriera di artista, fotografa, performance ha scoperto la potenza del diventare madre e di dedicata la sua vita e i suoi successi anche a una bambina di già 4 anni che ora gira il mondo insieme a lei a seconda di dove la portano le sue mostre e le sue installazioni.

Il potere della maternità e del coraggio che questa fa sorgere in tutte le donne. Anche la più egoista, scopre il grande amore, quello vero, quello eterno, alla nascita di un figlio e non ha più paura di restare sola, perché con un figlio non lo sarai mai più.

Così è diventata Angela, e la sua piccola Luce sono sicura non le farà mai più perdere la bussola o pensare di non essere una gran donna perché i suoi fidanzati non l’accettano per quello che è: un’ artista, donna, mamma e professionista, libera!

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