foto_mamma_fuorisede

Madri e famiglie fuori sede: quante difficoltà!

Un tempo con la valigia di cartone si era pronte a raggiungere la meta tanto ambita, oggi con comodissimi trolley noi donne pensiamo di partire avvantaggiate verso una grande città per formarci negli studi e trovare un adeguato e degno lavoro. Ma una volta conseguito il famigerato e sudato titolo universitario in città lontane dai nostri natali vorremo ottenere anche un occupazione in questa società purtroppo per noi stretta.

Ecco così i primi problemi per il sesso femminile. Ai colloqui viene chiesto se si è fidanzate, se si ha intenzione di metter su famiglia, ed il miglior consiglio da donna a donna è quello di rispondere mentendo spudoratamente e affermando a voce alta di non desiderare i famosi “tre cuori ed una capanna”, ma di prediligere unicamente la carriera. Chi invece un matrimonio lo vive, ai colloqui nasconde la fede e tiene taciuta la questione figli.

Queste sono solo le problematiche generali di una donna che oggi decide di fare da moglie, da lavoratrice e da madre contemporaneamente e soprattutto di far combaciare tutte e tre le cose in una città che non è la propria. Solo così  si può comprendere totalmente l’essenza dell’essere una madre fuori sede, pronta ad affrontare tutto e tutti senza aiuti familiari.

Ancor peggio è se anche il compagno non è originario della città in cui si è deciso di vivere insieme, perché crescere figli senza il prezioso aiuto di nonni, cugini, zii di primo, secondo o anche terzo grado è davvero dura. Da madre fuori sede si passa quindi ad una famiglia fuori sede. Tutto è più difficile a partire dalla cosa più ovvia, ossia trovare una sostituta che badi ai bambini mentre si è a lavoro e se la possibilità economica è tale da non potersi permettere una baby sitter tutto diventa molto più arduo.

La madre fuori sede non ha diritto ad ammalarsi assieme al proprio figlio, perché due persone in casa malate contemporaneamente non possono convivere. In questo caso anche il padre-marito dovrebbe prendersi ferie per accudire  moglie e bambino, con la speranza che per lui le stesse ferie non si trasformino in malattia effettiva: altrimenti chi soccorrerebbe la famiglia?

Non c’è cosa più odiosa per chi ha tutti i parenti lontano ritrovarsi a chiacchierare con madri che invece sono originarie di generazione in generazione non solo della città dove si vive, ma addirittura di quel determinato quartiere. Queste veterane lamentano a voce alta di nonne che sono disposte a badare ai bimbi solo fino al pomeriggio, oppure di suocere che preferiscono andare al circolo anziani piuttosto che passare le sere con gli adorabili nipotini.

La verità è che le madri fuori sede non possono neanche andare dal medico generico senza i propri figli per non parlare di una passeggiata tranquilla sole con il proprio compagno. Per poter vedere un film devono farsi km in treno , in auto o persino in aereo per raggiungere le proprie famiglie e poter così mollare almeno per una sera il proprio figliolo. Perciò giunti finalmente dopo ore di viaggio dai nonni, i bambini vengono viziati ricevendo da loro tutti i regali che non hanno normalmente perché distanti. La paura dei nonni, specie se i bambini in questione sono molto piccoli, è che a furia di vedersi poco, si dimentichino di loro così per soccombere a questa infondata ansia cercano di trascorrere in un fine settimana tutto ciò che andrebbe fatto in un mese strapazzando ed eccitando contemporaneamente i nipotini.

Lo stress maggiore per una famiglia fuori sede resta districarsi fra i vari parenti durante le festività. Se come abbiamo specificato prima, nessuno è originario della città in cui si vive e addirittura la coppia è di due regioni differenti oppure di nazioni diverse, Natale e Pasqua diventano dei veri incubi. Si deve prima scegliere senza litigare da chi trascorrere le feste e poi preparare valigie piene di oggetti anche inutili perché con i bambini si deve prevedere l’imprevedibile.

Le madri fuori sede sono più stressate, sempre di corsa e consapevoli che sono il solo punto di riferimento per i propri figli, ogni imprevisto diventa una dura faccenda da risolvere. Confidano nella scuola per avere un aiuto con i bambini e poter finalmente respirare e si innervosiscono quando gli istituti fanno gli incontri con i genitori, perché è sciocco chiedere ad una mamma, che fa fare appositamente il tempo prolungato al suo bimbo, di andare ad una riunione scolastica senza portare il proprio piccolo. L’unica certezza è che questo tipo di madre ogni giorno cerca di diventare una grande donna anche se a volte la vita è difficile pure per le cose più banali.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>