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L’ostetrica: una donna per la donna

Denominata levatrice fin dai tempi più remoti, l’ ostetrica si è sempre fatta promotrice per la tutela della salute femminile. Nella storia, venne definita con varia terminologia: maia (colei che aiuta alla nascita), commare (donna che sostituisce la madre) e, appunto, levatrice (colei che toglie le paure alla donna).

Protagonista dell’interesse ostetrico è sempre stata la gravidanza, intesa come fenomeno fisiologico, scevra da processi di medicalizzazione. Infatti, l’ostetrica è la figura che si occupa  della gestazione priva di situazioni patologiche.

Per questo motivo, l’ostetrica deve assolutamente avere una preparazione a tutto tondo circa il mondo della gravidanza: per poter aiutare e assistere totalmente ciò che è fisiologico, ma contemporaneamente saper riconoscere il limite di ciò che risulta patologico e non rientra nella competenza di questa bellissima e antica professione sanitaria.

Dove si può trovare l’ostetrica? In un consultorio, in un pronto soccorso ostetrico ospedaliero, in un ambulatorio, in una camera operatoria, in un reparto ginecologico o come libera professionista. Immancabilmente, anche e soprattutto, in sala parto.

In ospedale, ad esempio, “lei” sarà la persona che seguirà la donna passo passo (non per niente, in inglese il termine corrispondente è midwife, ovvero “con la donna“), analizzando i cambiamenti durante il travaglio: dalle iniziali contrazioni, alla valutazione delle modifiche del collo uterino e, quindi, della dilatazione, all’assistenza durante l’ espletamento del parto. Sarà l’ostetrica a placare il dolore che prepara alla gioia più grande.

Ma le competenze dell’ostetrica non si limitano esclusivamente all’ assistenza per la gravidanza fisiologica (oltre che per le prime cure del neonato), ma è un mondo ben più ampio che va dall’ambito ginecologico a quelli sociale, psicologico ed oncologico. Primo fra tutti è l’interesse verso la prevenzione.

Si tratta, dunque, di una semplice figura professionale dotata di ampia autonomia, ma che lavora in equipe. Una donna per la donna: colei che conosce “l’arte di vedere nel buio” e ne fa un mestiere, oltre che una missione. Colei che sa osservare dentro il cuore delle sue Donne. Esatto, con lei si parla di Donne e non di pazienti.

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