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L’ipertensione in gravidanza: quando diventa allarmante?

Si definisce ipertensione un aumento della pressione arteriosa al di sopra dei valori normali 120/140 mmHg. L’ipertensione in gravidanza va tenuta sotto controllo perché è associata a patologie materne importanti che compromettono lo stato di salute di madre e bambino. Ma quando diventa veramente pericolosa?

Innanzi tutto è necessario fare una distinzione in rapporto al periodo di insorgenza dell’ipertensione. L’ipertensione primaria ossia preesistente già prima della gravidanza, spesso è legata all’abuso di alcol, fumo, patologie vascolari o a fattori genetici.

L’ipertensione cronica invece è quella che esordisce in gravidanza ai primi controlli o comunque prima delle 20 settimane.

L’ipertensione Gestazionale compare invece per la prima volta dopo le 20 settimane di gestazione ed è la forma clinicamente più allarmante.

Non sono ancora ben chiari i meccanismi eziopatologici che portano alla comparsa dell’ipertensione in gravidanza, quello che si conosce bene di questo disturbo sono piuttosto le conseguenze.

L’ipertensione in gravidanza infatti va sempre tenuta sotto controllo affinché non si configuri un quadro clinico di Pre-eclampsia (o gestosi). Questa nota patologia infatti è associata spesso a disfunzioni placentari, ritardo di crescita intrauterino e distacco intempestivo di placenta, pertanto quando diventa severa porta spesso la necessità di espletare il parto anche se i tempi non sono maturi. Infatti essendo la preeclampsia un disturbo indotto dalla gravidanza stessa, il parto (terminare la gravidanza) diventa l’unica terapia risolutiva per riportare i valori nella norma.

Il sospetto di Pre-eclampsia subentra quando all’ipertensione gestazionale si associa la comparsa di edemi agli arti inferiori e sopratutto la proteinurea, ossia la presenza significativa di proteine nelle urine delle 24 h. Le proteine normalmente non sono presenti nell’urinocultura e un loro riscontro è la spia di uno danno renale.

Difatti un ipertensione di grado severo (con valori maggiori o uguali a 110/160) a causa di una errata perfusione sanguigna può compromettere non solo la placenta ma anche gli organi materni sopratutto il rene, il sistema nervoso e il fegato, dando origine a quadri clinici ancora più allarmanti come l’ Eclampsia o la Hellp Sindrom.

Solitamente l’ipertensione in gravidanza è diagnosticata precocemente e la gravidanza è tenuta sotto stretto controllo medico, cardiotocografico, ecografico e farmacologico qualora occorra abbassare i valori pressori.

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