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Homeschooling, la scuola a casa: una scelta diversa per i nostri bimbi

L’Homeschooling o educazione parentale (in italiano) è una tradizione che arriva dall’estero, che permette ai genitori di seguire personalmente l’aspetto educativo dei propri figli, un’educazione spontanea, senza campanelle o regole, fatta a casa.

I bambini studiano a casa come si faceva una volta (i precettori di ottocentesca memoria) con i genitori, che scelgono, uno dei due, di stare a casa e di dedicarsi all’educazione e alla formazione anche culturale, legata alle materie più diverse, dei propri figli.

Per certe materie, come la musica si può scegliere di avvalersi di un insegnante esterno, se lo si può permettere. Proprio come le scuole normali che hanno dei collaboratori esterni.

Questo tipo di “scuola a casa” si è diffusa inizialmente in America nelle comunità religiose (ma oggi sono più di 2 milioni i bambini che studiano così negli USA e non solo per motivi di credo) che semmai non volevano che i loro figli ricevessero l’educazione standardizzata dei programmi del Ministero dell’Istruzione; oggi anche in Italia, dove sono più di 500 le famiglie, che educano i figli a casa.

Hanno un sito (educazione parentale.org) dove si incontrano virtualmente per scambiarsi metodi e consigli. E inoltre si incontrano anche spesso dal vivo.

Come racconta mamma Erika (che ha concesso varie interviste su siti e tv per far conoscere questa idea diversa di educazione, diventando una vera testimonial dell’homeschooling) lei, laureata in lingue, che è sempre andata a scuola, ai suoi tempi, sta ora educando da sola a casa ben 4 figli suoi: “l’educazione è obbligatoria, non la scuola!” (questo dice la nostra legislazione, questo dice Erika).

La giornata di Erika è fatta di lezioni senza orari, senza routine, seguendo le domande e i desideri dei propri bambini la mattina quando si svegliano. All’aperto, incontrando persone diverse (legate alle varie materie semmai: il contadino per la botanica, il pittore per l’arte…) o in ambienti per loro familiari a casa dove non si sentono rinchiusi o costretti. In fondo non è proprio la creatività del metodo e la libertà alla base anche del metodo Montessori.

Con le sue infrastrutture fatiscenti, problemi logistici per raggiungerla, problemi di budget che costringono i genitori a volte a comprare i materiali scolastici, problemi di tagli degli insegnanti, ecc…si sa la scuola italiana non è in buone acque.

Già solo queste motivazioni, e questi problemi che i genitori incontrano ogni giorno nelle scuole pubbliche, convincerebbero chissà quanti di loro, se potessero (per problemi di lavoro o di tempo) ad educare i figli a casa.

Alla fine di ogni ipotetico ciclo scolastico c’è un esame di idoneità e il nostro bambino ha le licenze scolastiche come tutti gli altri bambini. Per i genitori più ansiosi l’esame si può fare anche alla fine di ogni anno scolastico.

Pensiamoci a questa eventualità “casalinga” quando il nostro bambino piangerà come un forsennato il primo giorno di scuola, o quando subirà episodi di bullismo o si sentirà emarginato dai compagni pur essendo in una classe con altri 30 bambini.

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