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Giochi a casa d’inverno per i bimbi da 1 ai 3 anni

Da quando i bambini iniziano a camminare, sviluppano un forte desiderio di indipendenza e cercano di delineare il proprio territorio accompagnando ad ogni loro passo un giocattolo che però poi disperdono sul pavimento, creando così un percorso zigzagato di pupazzi e macchinine pericoloso anche per loro. Per questo motivo diventa indispensabile per il genitore circoscrivere nella propria casa dei luoghi deputati al gioco del caro figliolo, permettendogli di muoversi con libertà e sicurezza e non sottraendogli quindi delle ore ludiche indispensabili alla crescita. La cameretta del bambino deve essere più confortevole possibile, ma all’inizio è difficile che venga usata pienamente perché il piccino non vuol restare solo ma cerca il genitore.

Quando abbandona il box, il nuovo curioso scopritore inizia ad usare la casa come un giocattolo gigante, e ad 1 anno anche un’abitazione di 30 mq può sembrare enorme. Così nei freddi inverni, dove alla propria dimora non si può sostituire il parco, ecco che il gioco in casa diventa indispensabile e bisogna correre ai ripari per far sì che non si rompano oggetti di valore. Anche se piccoli i figlioli vanno intrattenuti con libri interattivi ed è divertente e utile unire ai loro primi movimenti giochi da raggiungere come le palle rumorose. Va ricordata la musica che, ad ogni età, diventa indispensabile e le canzoncine per bambini, le quali possono aiutare per l’emulazione delle parole.

Passato il primo anno ecco arrivare i famigerati “terribili due”. Il bambino pretende il gioco e s’impossessa di ogni cosa che gli passa sotto le mani, la parola d’ordine urlata con orgoglio diventa una sola:-è mio!- questo senso di possesso viene strillato con forte tenacia a chi vuol sottrarre l’oggetto inquisito al piccolo. Purtroppo se è l’inverno comandare, si è costretti in casa e bisogna riuscire a trovare un divertimento ludico che insegni la condivisione. Le costruzioni sono un gioco da far assieme, la collaborazione dell’adulto è un vero aiuto, un sostegno morale per il bambino che magari non riesce ancora alla perfezione a fare una torre. Ci sono libri colorati pieni di filastrocche da poter sfogliare o ancora la lavagna con la penna magica che permette di scarabocchiare senza sporcare casa. La curiosità diventa sempre maggiore e il genitore inizia ad improvvisarsi animatore, pittore, costruttore…

Finalmente i 3 anni, il bambino inizia ad andare alla scuola materna, a parlare, a comprendere maggiormente il tempo, a giocare da solo, a guardare per intero un cartone, e a fare domande. Ma se fuori piove bisogna pur restare in casa a trascorrere il pomeriggio. Molto utile per la creatività, è la plastilina, attraverso la manipolazione si possono creare i personaggi preferiti oppure seguire un tema e formare ad esempio per Halloween delle zucche, dei pipistrelli mentre per avvicinarlo al Natale si possono fare un albero con le palle decorate, insomma è possibile sbizzarrirsi. Può iniziare la conoscenza di uno strumento come un tamburello, o aiutare la mamma a cucinare, le bambine si divertono a vestire e svestire le bambole mentre far correre le macchine per il corridoio può essere una bella gara da fare con i maschietti. Ormai la musica fa scatenare i piccoli in danze sfrenate e si possono creare brevi coreografie perché i bambini iniziano a memorizzare bene i movimenti oltre alle parole delle canzoni.

L’inverno è lungo e se i propri bimbi non vanno ancora a scuola bisogna concedere loro ore di attività ludiche al caldo da trascorrere assieme, pure se col passar del tempo diventano sempre più autonomi. La valenza psicologica nel seguire il proprio figlio anche nei giochi specie nei primi 3 anni è importante, in quanto il bambino si sente onnipotente e vorrebbe essere onnisciente ma ovviamente non ha l’età adatta per fare sport e nemmeno per fare l’esploratore autonomo, il genitore deve essere il suo guru, il suo mentore. In fondo si divertono con poco, come solo fare una treccia ai capelli di una bimba può far passare del tempo di un pomeriggio invernale, ma anche stringersi ad ogni fulmine di un temporale può diventare un gioco da fare pieno di affetto.

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