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E’ possibile rimanere incinte nel puerperio? Allattamento e contraccezione

Si definisce puerperio il periodo che va dall’immediato post-parto fino alla ricomparsa del ciclo mestruale, il così detto capo-parto. La durata di questo periodo varia da donna a donna.

Prima del capo-parto si è soliti pensare che l’apparato genitale femminile non abbia ancora ripreso il suo regolare ciclo. Ecco perché i partner durante il puerperio spesso non utilizzano nessun tipo di contraccezione durante l’attività sessuale, certi del fatto che non essendoci le mestruazioni non ci sarà l’ovulazione. Ma questo non è esatto.

Difatti non è raro ascoltare i racconti delle donne che sono rimaste incinte subito dopo il parto. Come si spiega?

Durante l’allattamento al seno, la suzione del neonato, attraverso uno stimolo meccanico permette di mantenere alti i livelli di prolattina, l’ormone deputato alla produzione del latte.

E’ proprio questo ormone che è in grado di inibire la produzione l’asse degli gli ormoni ovarici, agendo da contraccettivo naturale e bloccando il ciclo mestruale.

Ma per mantenere elevati livelli di prolattina l’allattamento al seno deve essere valido e frequente, senza pause per più di sei ore. Questo significa che si allatta poco, per una breve durata, con delle pause lunghe somministrando delle aggiunte, o se la suzione del neonato non è efficace, i livelli di prolattina potrebbero abbassarsi e gli ormoni ovarici ricominciare la loro attività.

Nelle donne che allattano poco infatti solitamente il capo-parto arriva dopo 30-40 giorni. Quello è il segnale certo che si è di nuovo fertili ed è necessario provvedere ad una forma di contraccezione se non si desidera nell’immediato un’altra gravidanza. Meglio evitare contraccettivi ormonali in questa fase delicata anche dal punto di vista dell’umore, e preferire i metodi barriera come il preservativo.

E come spiegare invece di quelle donne che rimangono incinte pur allattando di frequente e prima ancora dell’arrivo del capo-parto?

Anche si sta allattando apparentemente bene, non si può essere certi dei livelli di prolattina nel nostro organismo e della loro azione contraccettiva. Se è vero che il capo-parto è un segnale certo della ripresa della fertilità, non si può affermare anche il contrario. Non avere avuto il capo-parto non significa non avere ovulato. Difatti, prendendo come esempio un ciclo normale, l’ovulazione avviene al 14° giorno circa e la mestruazione (in questo caso il capo parto) solo al 28°. Quindi può tranquillamente essere già avvenuto l’ovulazione e un eventuale concepimento, senza che voi ve ne siate accorte.

Ci sono segnali del corpo per riconoscere il periodo fertile, ma durante l’allattamento potrebbero essere ottimamente mascherati.

Non vi è nessun pericolo nel continuare ad allattare se si è rimaste incinte, né per il feto né per il bambino. I problemi riguardano più che altro la madre, in cui corpo e mente non anno avuto il tempo di recuperare un assetto normale. Lo stress psico-fisico nell’occuparsi di un bambino piccolo e affrontare un’altra gravidanza potrebbe essere notevolmente gravoso.

Sopratutto in caso di taglio cesareo, ci potrebbe essere qualche problema nel dover affrontare un altro parto ad una così breve distanza. In teoria sarebbe necessario aspettare almeno due anni per avere una cicatrizzazione ottimale dell’utero e procedere con sicurezza ad un’altro intervento.

A livello logistico avere un altro bambino a così breve distanza può avere dei vantaggi: i fratellini cresceranno assieme e sarà possibile riutilizzare le cose del primogenito, ma non bisogna sottovalutare l’impatto emotivo che l’arrivo di un neonato potrebbe avere sul fratellino.

In conclusione se giustamente non vi sentite ancora pronte per un’altra gravidanza, data l’impossibilità di conoscere il momento in cui si torna ad essere fertili, anche durante l’allattamento bisogna fare attenzione è provvedere ad una contraccezione.

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