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Discutere davanti ai bambini

A chi non è capitato di avere un diverbio? Una discussione accesa che ci ha fatto reagire in modo imprevisto? Urla, parolacce, gestualitá esasperata, purtroppo la rabbia è un’emozione necessaria che a volte se troppo trattenuta può esprimersi con tutti i suoi vivaci colori! Che fare se perdiamo la pazienza in casa e di fronte a noi ci sono i bambini? Sicuramente ci siamo sentiti in colpa e ce lo siamo chiesto, ma abbiamo lasciato la cosa lì, evitato di ascoltare le nostre voci interne, tentato di non dargli peso, facendo finta che non fosse accaduto nulla. Qual è in questi casi il comportamento migliore da adottare?

In linea di massima sarebbe preferibile non discutere davanti ai bambini, quindi quando l’aria si fa pesante, è necessario cambiare stanza o lasciar sbollire la rabbia, distraendosi e rimandando la discussione ad un altro momento, quando si è da soli e meno coinvolti emotivamente. Ad ogni modo sarà capitato a tutti, quindi cerchiamo di non farne un dramma; semmai proponiamoci di cambiare i nostri atteggiamenti futuri.

La cosa si fa grave se si arriva alle mani, ci si minaccia con oggetti, si lanciano le cose o il bambino assiste a frequenti conflitti, stati di tensione emotiva continua, aggressività mascherata, silenzi protratti oltre tempo, continue crisi che mettono in discussione la famiglia che dopo ha bisogno di un aiuto esterno. Il bambino risente di tutte queste svariate situazioni, e molto!

Introietta ansia, paura che possa accadere a lui, si sente in pericolo ed in colpa (gli esperti lo chiamano egocentrismo infantile) quasi ne fosse responsabile e diviene conseguentemente insicuro; acquisisce comportamenti scorretti (aggressività e violenza) e li ripete con i suoi compagni (voi siete il suo primo esempio di vita), manifestando inoltre scarso interesse per la scuola oltre che possibili stati depressivi e malinconici.

Se accade dunque che fare? È consigliabile parlare con lui o lei e spiegargli che può accadere, che a volte anche se ci si vuol bene non ci si comprende nel modo giusto, come accade tra “amichetti” con i quali poi si fa pace, e che non è colpa sua.

E poi? Evitate di riprendere l’argomento se non è necessario, se farà domande rispondete con sincerità, ma fate in modo che la responsabilità sia condivisa, non spingete il bimbo a schierarsi da una parte o dall’altra.

Essere genitori é una grande responsabilità ed agire con progettualità positiva è un atto di rispetto per il piccolo ed il nostro nuovo ruolo. Cambiare si può sempre, basta averne forte motivazione.

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