Come promuovere la concentrazione dei bambini e mantenere la loro attenzione

Nella nostra società i bambini vivono immersi in una miriade di stimoli e l’avvento dell’era tecnologica ha rivoluzionato i livelli di attenzione e concentrazione dei più piccoli che, se non hanno davanti a loro un monitor, un tablet o un telefono cellulare di ultima generazione, difficilmente riescono a concentrarsi per più di una manciata di minuti su qualcosa di più semplice e analogico. Vediamo insieme come fare per migliorare la loro concentrazione e mantenere la loro attenzione.

I bambini più attenti e recettivi sono anche capaci di apprendere meglio e più velocemente. Hanno bisogno di tempo, però, del tempo che genitori e adulti di riferimento non sempre possono dargli. Pertanto prestiamogli la giusta attenzione e impariamo qualche trucco per organizzare delle attività per loro. Non soddisfiamo immediatamente ogni loro richiesta ma insegniamogli ad aspettare e a tollerare l’attesa.

A casa, a scuola, in ludoteca impariamo a proporre un’attività per volta, evitando di sovraffollare idee e proposte. I piccoli hanno bisogno di concentrarsi su un’attività o su un oggetto per riconoscerne il vero valore.

Favoriamo il coinvolgimento di tutti e cinque i sensi nelle attività apparentemente più noiose e pesanti. E’ vero che è importante alimentare la fantasia ma far vivere direttamente un’esperienza lascia un’impronta più profonda di quanto vissuto. Promuoviamo attività artistiche, grafico pittoriche e alcuni momenti di l’attività fisica. Anche un minimo movimento può motivare e dare sprint all’interno del gruppo classe ad esempio.

Raccontiamo delle storie, animiamo i loro giocattoli. Trasferiamo sul pratico tante idee astratte e lontane dal loro vivere quotidiano ma ricordiamo di lasciare anche degli spazi vuoti di elaborazione, facendo delle pause e rendendoli autonomi tanto nel gioco quanto nelle attività di studio per i più grandi.

Gli strumenti più tecnologici, come la LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) o il videoproiettore, non snobbiamoli completamente, non sarebbe giusto, ma mettiamoli al servizio della presentazione o della spiegazione di argomenti più difficili e complessi.

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