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Come far dormire i bambini in cameretta: i consigli di Passione Mamma

La foto simbolo di questo articolo, e cioè quella che vedete sopra, una superfamiglia che condivide un lettone per la ‘gioia’ di mamma e papà praticamente che quasi cadono, non è stata scelta a caso. Quello, più o meno, è ciò che accade nella mia camera da letto da quando siamo considerevolmente aumentati. E già, perché fino a che hai un figlio solo (e questi dorme nel lettone) oltre al problema della ‘privacy’, non è che te ne faccia molti altri. Ma quando la famiglia aumenta, come è successo a noi che nel giro di due anni ci siamo trovati da tre a cinque nel lettone, le cose sono cambiate considerevolmente!

Anche perché come fai a decidere chi può e chi non può rimanere? Non sarebbe giusto fare distinzioni, è già di per se difficilissimo mantenere il flebile equilibrio emotivo minato costantemente dalla gelosia tra di loro. Il lettone ‘padronale’ per loro è una conquista! Rappresenta una sicurezza per molti aspetti, ma non si può e non si deve permettere.

Il perchè è molto semplice: punto primo, non hai più una vita sessuale, il che a trent’anni (sarete sicuramente d’accordo con me) è indiscutibile! In secondo luogo, provateci voi a dormire con uno che vi scalcia nello stomaco (e chissà in quali altri posti se siete un papà), un altro di traverso sulla testa, e uno che magari in pieno inverno vi tira via le coperte…e voi ve le rimboccate, e lui le ritira giù, e voi le rispostate sulla testa.

In una sorta di braccio di ferro del lenzuolo che inevitabilmente finirà vinto da loro, col risultato che vi gelate fino alle ossa! E della pipì a letto, ne vogliamo parlare? No, scherzi a parte, sono tanti i motivi per cui è meglio che ognuno dorma nel proprio letto. Motivi che fanno bene sia ai più piccoli che alle nostre schiene di poveri genitori martirizzati!

Senza contare l’autonomia e la sicurezza che vengono lese nel piccolo in qualche modo, se non insegniamo loro a cominciare ad avere una sorta di gestione delle proprie emozioni, che sia anche la paura del buio e della solitudine. Ma come fare? Parlare è bello e gratuito mi direte voi! Avete ragione, anche per me non è stato e ancora non è una cosa facile, ma il segreto è insistere e procedere per gradi.

Certo è un vantaggio se, come me, avete più di un bambino. Perché tra fratelli si scambiano quella sicurezza reciproca. Basta legger loro una storia o lasciare la televisione accesa, annunciando che passeremo a spegnerla ad un orario stabilito. Essere coerenti e quindi rispettare gli orari e soprattutto far capire loro che noi siamo lì, se ne avranno bisogno in qualunque momento.

Et voilà! Il gioco è fatto! Alt! Non ho detto che sarà semplice, pensate che ancora adesso certe notti dalla mia stanza c’è un avanti e indietro che neanche a Milano centrale all’ora di punta! Un continuo di ”ho sete”, ”ho fatto un brutto sogno”, ”non riesco a dormire”. In tal caso, tornare col piccolo in cameretta e assecondare quella che è la richiesta, ed affettuosamente rimetterlo a nanna.

Lo so, alle tre del mattino è un po’ difficile esprimersi ”affettuosamente” specie se poi ci si deve alzare alle sei, però forza! Ce la potete fare! Siete genitori e siete stati programmati per questo! E poi vi ricordate quando alle tre rimanevate in piedi in giro per locali e il giorno dopo avevate il compito di latino? Ce la facevate allora, ce la potete fare anche adesso! Buona Fortuna o dovrei dire Buona Notte!

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