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Case piccole per i nostri figli bisognosi di spazio: come fare?

Anche se ai margini della città, la casa è sempre la casa…Piccola o grande che sia, di proprietà o in affitto, oggigiorno è pur sempre un bene avere un tetto che protegga la nostra testa. Inizialmente si è in due e più si è stretti meglio è, in quanto motivo di stingersi cuore a cuore con il proprio partner, ma quando si diventa in 3, si inizia a stare un pochino scomodi in quel piccolo appartamento tanto adorato in precedenza. Così ecco che per ovviare ai problemi di spazio delle case piccole, si è costretti a ricorrere, per la triste gioia dei papà a “Santa” Ikea e a comperare mobili adeguati capaci di entrare in casette microscopiche.

Appena il bambino inizia a muovere i suoi primi passi e a disseminare in giro macchinine o bambole, la catastrofe prevista di vivere in un appartamento di 40/50 mq si concretizza. A causa della crisi che stiamo vivendo, si è costretti a comprare o a stare in affitto in monolocali, che ovviamente il più delle volte sono privi di una seconda stanza per il figliolo, quindi giocattoli sparsi per casa, rendono ancora più claustrofobica la propria dimora. Il bimbo urta maggiormente contro gli spigoli, e anche se l’esser ancora piccolo gli fa vedere tutto più grande, resta di fatto che prediliga muoversi in ampi spazi anziché in un ambiente sin troppo circoscritto.

La famiglia si mette a tavolino per trovare situazioni migliori relative al mobilio, che cambia con la crescita e le esigenze della prole, pianifica la postazione precisa di ogni singolo oggetto, con il metro conosce a menadito ogni centimetro della propria dimora cercando di sfruttare al massimo pareti e soffitto. Il vero problema, però, insorge quando il bambino inizia a voler portare a casa i suoi compagni di scuola e non si capacità del fatto che soltanto lui non ha uno spazio tutto suo per poter giocare. Di certo all’asilo o alle elementari, non si parla di privacy adolescenziale, ma semplicemente di fare come i suoi amichetti feste di compleanno e pigiama party nelle proprie case.

Pur di rendere felici i propri figli, i genitori, a cui piange il cuore in quanto consapevoli di non avere altre possibilità, sfruttano parchi e ludoteche, affittano locali per le festicciole e organizzano compleanni memorabili, senza risparmiare soldini per questi eventi, perché comunque ciò non basterebbe oggi ad avere la possibilità per una casa più grande e poi alla fine ci si ritrova sempre a dormire su di uno stimabile divano letto. Un bambino in una casa piccola si annoia, non ha modo di correre per le stanze e non riesce a giocare da solo perché cerca sempre compagnia. Quando magari va a casa dei nonni, o amici e parenti, che posseggono metrature ampie, inizia a scorrazzare per i lunghi corridoi e non dà fastidio ai genitori che intanto fanno salotto nelle case degli altri.

Il dilemma maggiore per una famiglia che abita in una piccola casa, è non dare al proprio figlio uno giusto spazio dedicato al gioco e soprattutto dove poter studiare. L’ansia di una madre deriva dal fatto che non offrendo una scrivania con una giusta lampada e con delle grandi mensole per i libri, implichi un andamento scolastico del giovane poco buono. E’ vero la cameretta del bambino è indispensabile e se si ha la fortuna di averla, deve essere curata al massimo perché un giorno quella sarà il suo rifugio. Ma se questa dovesse mancare, non bisogna colpevolizzarsi perché un genitore cerca di dare al suo pargolo tutto ciò che ha e se non dovesse riuscire nemmeno in futuro a permettersi la famosa casa dei sogni grande, luminosa, con giardino e terrazza, ci si può sempre rincuorare col detto “casa piccolina ma onesta”.

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